[L'Arte di Guardarsi le Scarpe]
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sabato, luglio 02, 2005

Liveotto/Biscotto (la fredda cronaca in tempo reale - post in progress)
 
Quando ero adolescente c'era il Concertone del Primo Maggio a Piazza San Giovanni.
OK, c'è ancora.
Ma quando ero adolescente il Concerto del Primo Maggio era un evento. Un evento vero.
Ci si incominciava a preparare una settimana prima, si cercavano treni e passaggi in macchina dagli amici più grandi, e soprattutto ci si rivestiva di un'aura mistica che per qualche giorno ci dava l'illusione di essere dei veri militanti politici e vecchi leoni navigati, esperti di raduni rock, che hanno visto tutto e non si lasciano stupire più da niente.
Anche se hanno mamma-e-papà che li aspettano dall'altro lato della piazza.
Anche se di bandiere rosse e cheguevari non fregava poi nulla.
O se fregava, non fregava mica tanto.
Fregava di sfiorare con mano la trasgressione.
O quello che noi s'intendeva per.
Fregava di stare qualche ora avvinghiato a ragazze più grandi e dalle tette che sfidavano la legge di gravità.
Fregava di bere vino e della musica. Parlo per me.

Probabilmente è così per i ragazzetti e ragazzette che in questo momento stanno sfidando caldo e cast imbarazzante (quello italiano), solo per prendere parte ad un evento che forse (sicuramente) non cambierà la storia, ma farà passare loro qualche  ora allegra in mezzo ad una moltitudine che per una volta tanto sei contento di definire noi, ma di cui alla fine puoi anche fare a meno.
 
Io il LiveOtto (come lo chiamano i conduttori italici di Mamma Rai), lo vedo dal divano di casa.
La mia coscienza politica si sente un po' in colpa.
I miei piedi sono felicissimi.
Ed io ci tengo ai miei piedi (anche alla mia coscienza poltica, e forse è per questo che...).
 
Il primo a salire sul palco del Circo Massimo, presentato da Fiorello (perché noi italiani abbiamo sempre bisogno di quel tocco di televisività che non guasta), è Francesco De Gregori.
Accompagnato da una band che suona come i Bon Jovi alle prese con canzoni di Bob Dylan, inizia con L'agnello di Dio (mah) e prosegue con una versione da brivido di una canzone da brivido (La donna cannone) e chiude con una La storia siamo noi, cantata come al solito storpiando la metrica fino all'inverosimile, trasformandola in una nenia insopportabile.
 
Tempo di far fare una gaffe al buon Giovanni Floris e alla sfigolosa Flavia Cercato ed è già tempo di volare a Londra, dove Paul Mc Cartney e gli U2 danno inizio a quello che è il vero evento.
 
I due Paul (quello buono e quello Bono), cantano insieme Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, mentre sui led dietro di loro vengono proiettate delle versioni aggiornate della copertina del suddetto disco, con Zinedine Zidane, Madonna ed un messianico John Lennon al centro della scena.
Durante il pezzo fa capolino una sezione fiati mascherata da Beatles che furono. Vabbè.
Macca lascia il palco e gli U2 attaccano Beautiful Day ed un pezzettino di Blackbird. Quella Blackbird.  Quella dei Beatles.
Tanto per non far abbassare l'alto tasso trash della cosa, dal palco vengono liberate una dozzina di colombe bianche della pace.
Bono grida "Hello, hello, hola, hola" e gli Un-dos-tres-catorci suonano Vertigo.
Tirata e molto meglio che su disco.
Bono ci regala il pistolotto di ordinanza e poi arriva l'immancabile One.
Bella versione. Parecchio.
Poi pensano bene di attaccarci Unchained Melody, quella di Ghost e del vaso per capirci, ma la Rai manda la pubblicità dopo mezz'accordo.
Evvabbè. Grazie mille signor Rai.
 
Dopo la pubblicità:
Zucchero suona la sua cover dei Korgis (Indaco di quella roba là), Overdose d'amore e gentilmente e velocemente si leva dalle balle.
Floris e Cercato fanno qualche gaffe, vengono colti spesso in fallo dalle telecamere e passano la linea a Londra.
Coldplay e Richard Ashcroft eseguono insieme Bittersweet Symphony, ma noi poveri cristi ne sentiamo meno della metà
Che alla Rai hanno deciso che è il momento dei pistolotti.
Fix You però ce la fanno ascoltare tutta. Bella versione. Chris cocco di casa Gwyneth si esibisce in quello che simpaticamente viene definito "pompino di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" e la palla torna in Italia, ché ci sono i Duran Duran.
Le Bon e il suo collo di dimensioni pappalardiane stonano come al solito.
La "sono qui per caso" Cercato parla di Ordinary World come di una delle più belle canzoni degli anni ottanta.
Peccato sia del decennio successivo.
A metà di Save a Prayer, i Duran vengono archiviati (e grazie) e si corre di nuovo a Londra dove Elton John esegue alcuni dei suoi classici.
Una splendida figura di merda dell'interprete italiano ("A giorni andrò a Edimburgo per incontrare il grande rocker Marc Bolan", morto ovviamente da tempo immemore. Ovvio che Elton aveva detto tutt'altro) fa da introduzione al duetto tra due dei personaggi meglio vestiti nella storia dei personaggi vestiti alla cazzo: il mitico Elton e Pete Doherty.
Oh yes, proprio lui.
Il nostro marcio preferito.
La canzone da maltrattare è Children Of the Revolution, del suddetto Bolan e dei T.Rex.
Loro eseguono il compito alla perfezione e fanno del loro peggio per rovinarla.
Il trucco di Pete Doherty è una via di mezzo tra la borsite e l'occhio nero da rissa.
Conoscendo il personaggio non ho dubbi che sia più plausibile la seconda ipotesi.
Ancora veloce: altre dimostrazioni di incapacità ( o semplicemente di pessima organizzazione) del duo conduttorio, Elisa che esegue il suo nuovo singolo e Dido in duetto con Youssou N'Dour.
Poi tocca ad altri cento "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" , a Bill Gates massacrato giustamente da Padre Alex Zanotelli, alla Rai che censura Zanotelli e piuttosto che farlo parlare preferisce mandare l'ennesima carrettata di pubblicità (tutta a carattere alimentare, alla faccia dei poveri e dell'Africa), e di nuovo un altro scampolo di Dido-Youssou (Seven Seconds).
Voci di corridoio arrivate via sms dicono che i Duran si sono rifiutati di fare un duetto con la Pausini.
Passano pochi minuti ed anche alla Rai dicono la stessa cosa. In maniera più carina e diplomatica. Ché la forma conta.
Perdio.
Arriva una notizia Ansa: Pino Daniele ha abbandonato il concertone in polemica con i media e lo strapotere degli inglesi.
Probabilmente ha saputo che non l'avrebbero passato in tv, magari per far spazio alla reunion dei Pink Floyd.
Benedetta solidarietà.
 
Alla tv di stato della musica non frega un cazzo, e presumibilmente neanche di confezionare un programma decente.
Fiumi di parole e di tempi morti coprono tutte le esibizioni.
Dopo 10 secondi di Gemelli DiVersi (che in un certo senso è come se Costantino partecipasse ad un convegno sulla figura della donna), venti di Negramaro (quelli che sono indie perchè hanno le magliettine a righe) ed un mezzo minuto di Green Day, a Londra salgono gli R.E.M.
Che come al solito sono belli come il sole e danno breve ma intensa dimostrazione di "how they do it".
La scaletta è festivaliera (hit dopo hit... Imitation of Life, Everybody Hurts e Man On the Moon) ed è giusto così.
Michael Stipe non rinuncia al trucco sugli occhi che fa tanto mascherina da porno amatoriale, ma non fa proclami e rispamia perfino "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" . O almeno così sembra guardando lo show attraverso la meravigliosa regia italica.
Floris si rammarica: voleva Losing My Religion.
Ormai non si capisce più niente: piuttosto che far sentire cosa accade in diretta in Italia e negli altri palchi, si preferisce far ascoltare una dimenticabile cover di Redamption Song fatta da Miss Dynamitee, vestita come Miriam Makeba ed in compagnia di un rapper tanto anonimo quanto inutile.
A Londra ci sarebbero i Keane.
In italia...boh.
In tv: la pubblicità. Di nuovo.
Automobili, Adriane Lime, Cristian De Sichi e il Cucciolone.
Cancella il debito.
Cancella il debito.
 
Al rientro il debito rimane ed i Keane suonano.
Il cantante si candida seriamente al ruolo di cicciambombo cannoniere con tre buchi nel sedere che fu di Gary Barlow ai tempi, gloriosi, dei Take That.
Flavia Cercato ha giusto il tempo di ripetere la  parola "liveotto" per la settecento milionesima volta, e Floris si lamenta chiedendo lumi sui Keane ed interrogandosi su quando arriveranno i veri big.
Già: U2, R.E.M., Coldplay e Mc Cartney non sono abbastanza per Giovannone nostro.
Ho la strana sensazione che la sua idea di ospite di lusso sia riconducibile a Fiorella Mannoia.
Spero di sbagliarmi.
Spero.
 
A Roma ci sono i Planet Funk, il nuovo cantante è un disastro, ma la gente sembra gradire. Che poi la gente sia poca e il concerto romano per ora sembra più un flop che altro, è un discorso che non conviene affrontare.
Hanno appena annunciato una sorpresa: un duetto tra Max Pezzalli ed una star di cui non si conosce nome.
Qui si scommette su Jovanotti.
Oppure sul ritorno di Repetto. Magari.
Geldof, vestito di bianco (forse per abituarsi al ruolo di Papa che conquisterà fra qualche anno), con Philadelphia e con Will Smith. Il quale inizia un gioco di rimbalzi da una piazza all'altra che piuttosto che ottenere l'effetto sperato finisce per far guadagnare credibilità alla regia italiana.
Non è la nostra ad essere orribile.
E' proprio la regia dell'evento in generale.
Dopo il gioco dei saluti, si lascia andare ad un pistolotto piuttosto condivisibile (ma sempre pistolotto) e lancia i Travis.
Allegri e champagnosi come al solito.
In Italia invece ci sono Le Vibrazioni, con il loro look da tamarri di periferia, ma d'epoca.
Tipo quei tamarri che giravano in Due Cavalli, avevano l'adesivo "del vagabondo" sul lunotto posteriore, le sigarette arrotolate nella manica della camicia (a fiori, o a fantasia...fate voi) e il pacco di "Settebello" che esce dalla tasca di dietro.
Nel frattempo: su Internet è possibile vedere il Live8 nella sua interezza in streaming e senza regie assassine e conduttori sfigati (qua); il presenzialista con toupè, fa la sua cronaca internazionale di là. Qui si rimane fedeli alla Rai, che nel frattempo sta oscurando i Black Eyed Peas e per questo ci sta più simpatica.
Ed ora, la sorpresa: Papa Bob I riesuma il cadavere dei Boomtown Rats e canta (malamente) I'don't Like Mondays.
Fa una strana pausa prima dell'ultima strofa, alza il pugno chiuso al cielo, sta per rincominciare quando la Rai passa sopra tutto e tutti come un carroarmato per far sentire Andrea Bocelli alle prese con O'Surdato Innamurato.
Per la serie: italiano, spaghetti, mamma, mafia, mandolino, oi vita oi vita mia o'core o chisso core si stato u primm'ammore e o primm'e l'ultimo sarai per me. Ue!
Interrompiamo l'Andreone nazionale per prendere la linea che ci viene data dallo studio di Macerada, mente il co-presenzialista con toupè ci tira in causa, la mia regassa si fa sorprendere disattenta e con le mani sui fianchi.
Come la Cercato (d'altronde è una tv star anche lei).
Io, come Floris, guardo il Girolami dall'alto dei miei occhialetti e rispondo: "Questo è il vero problema. Pajata e anduja per tutti. Dobbiamo dirlo anche a Bono".
Da Londra, Brad Pitt è ansioso di mostrare il suo nuovo taglio di capelli.
Secondo voci di corridoio,  pare che Papa Bob I avrebbe tentato di convincerlo ad accoppiarsi con la sua dama Bentivoglio Angelina Jolie, solo per dare attenzione "alla causa".
Al rifiuto di quest'ultimo pare sia stato contattato anche Tom Cruise.
Resta da vedere se si presenterà con Joey Potter, o direttamente con Dawson.
Mentre inquadrano il maxi schermo e le aste di una batteria sguarnita, Annie Lennox riesce a farci ascoltare una canzone per intero, cosa che non succedeva da ore..
Poi arriva Bon Jovi, rovinando tutto e strappando alle Vibrazioni l'oscar della zarragine.
Ancora un salto temporale inspiegabile e c'è ancora Annie Lennox e Sweet Dreams.
Trenta secondi e di nuovo Bongiovanni.
E' la vita. Dice.
 
Su Rai Tre va in onda il Tg.
Dopo aver ammirato la conduttrice Giovanna Botteri conciata come Annie Lennox, tanto per dare una continuità con il programma principale, mi sposto anche io a guardare il Live8 su Internet.
In questo momento Brian Wilson sta eseguendo Good Vibrations. E questa è cosa buona giusta.
Peccato abbia lo sguardo di un serial killer alle prese con un dialogo tra le sue quindici multipersonalità.
A Toronto, gli A Simple Plan dimostrano di non sapere come si scrive una canzone, ma sono emo- sensibili-carini e biondini.
Per cui tutt'ok, tutt'apposto.
A Philadelphia c'è Kanye West. Yo!
Pochi minuti fa è stato il turno delle Destiny's Child.
Vedere Beyoncè fare tanto sfoggio delle sue carni nella terra che ha dato il nome al formagio ultra light e alla giapponesina Kaori è un ossimoro troppo divertente per fare finta di nulla.
A Roma, l'infiltrata Meg e Zabbaione Federico duettano su Nessuna Certezza, poi Zabbaione da solo (con la sua gang) ed un filtro sulla voce che rende indistinguibile la voce dal rumore che fa il mio frigorifero, esegue E' Necessario.
Mi mancano Floris e la Cercato.
Lo ammetto.
A Londra c'è Snoop Dogg e incita la gente a fare: "Un po' di cazzo di casino".
E la gente lo fa.
Bruce Cockburn è ancora vivo.
Fa piacere scoprirlo così.
 
A Parigi sta suonando il tennista Noah e la sua band.
E' un po' come sentire Aphex Twin suonare un pezzo di Tiziano Ferro in un suo live/dj set.
Postmoderno.
 Vengo a sapere che l'attesissima performance di Pezzali è ormai cosa passata. E dopo un Britti solo per canotta e chitarra è il turno dei Razorlight da Londra.
La pianta di marijuana che hanno portato sul palco ha più personalità di tutta la band messa insieme.
In realtà l'esibizione è più che convincente.
Dopo di loro tocca a Madonna.
Floris e Flaviona, appena ritornati, si sono fatti cogliere in fallo dalle telecamere mentre si accordavano sulle cose da dire.
I Coldplay sono sbarcati a Philadelphia e stanno suonando In My  Place. La faccia di Chris Martin ha l'eloquente espressione del "Ma chi cazzo me l'ha fatto pare", ma lui è giovane, carino e partecipativo.
Insomma: ha voluto la bicicletta e mo' pedala!
 
Papa Bob I riprende la parola e ci mostra un filmato (con i Cars in sottofondo). Il filmato è toccante e Papa Bob I ne approfitta per sparare un pistolotto.
Data l'assenza di altri artisti disposti a fare "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" , decide di farsene uno da solo invitando due ragazzi africani, salvati dal loro triste destino proprio grazie ai soldi di Live Aid!
Ed ora: Madonna!
Vestito mascolino bianco, un coro numeroso quanto la curva nord al derby e i musicisti vestiti uguali a lei.
Like a Prayer riesce a cantarla addirittura decentemente,
Stai a vedere che Papa Bob I ha fatto il miracolo!
Nel frattempo a Roma c'è Cremonini. Canta Padre, madre e si esibisce nel "pompino di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" e dato che c'è ci butta dentro anche Freddie Mercury. E te pareva.
 
Su Internet un messaggio inquietante:
"A HA up next in Berlin." Aiuto.
 
Floris ce l'ha fatta: sta intervistando la Mannoia
Proposta: è possibile abolire il debito per i paesi del terzo mondo ed allo stesso tempo abolire il botox dalla faccia di Baglioni Claudio?
Ma che mani ha Piero Peluche??? (e a Londra ci sono gli Snow Patrol).
Secondo indiscrezioni: Floris è riuscito ad ottenere il numero della Mannoia.
Evvai!
A parigi c'è Calogero...miiiiii!
 
Durante la pausa (la mia per la cena... ammetto che sto pensando di mollare, ma questo esperimento sociologico su me stesso m'interessa portarlo avanti) si sono esibiti Biagio Antonacci (ha stonato e fatto pistolotti, esattamente come nella norma dei Live Aid 8), i Killers (mamma, guarda, è arrivato il camion dei gelati), Joss Stone (che è troppo bella, scusate ma lo dovevo dire).
Finalmente ha cantato anche la Mannoia. Tutte cover.
Idea per il prossimo live qualcosa: Papa Bob I potrebbe risparmiare sul catering chiamando, invece di 70 artisti per nazione, solo Fiorella Mannoia e lasciarle eseguire 70 cover.
Memorabile quella di Clandestino di Manu Chao. Memorabile come un calcio nelle balle.
A Philadelphia Jay Z e i Linkin' Park massacrano l'hip hop ed il rock. Più che altro il cantantino magro e tatuato della band è veramente insopportabile.
 
E'il momento del Liga. Suona Non è tempo per noi e Urlando Contro Il Cielo. Tra un pezzo e l'altro si lancia in uno sproloquio che magari era un sacco intelligente, ma io proprio non l'ho capito.
Cioè non ho capito proprio cosa diceva, diciamo che alle mie orecchie sembrava un po' il biascichio di ubriaco a cui hanno rubato la bottiglia di Barolo proprio prima di salire sul palco.
Contro il Zelooo oh oh.
Ed ecco il momento topico: fa due accordi e la gente urla. Arrivano Peluche e Jovanotti.
Pelù si esibisce nel suo celebre : "Oooohaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" e Jovanotti fa la faccia contrita.
Ci siamo: Il mio nome è mai più.
Mai più. E' una speranza.
 
In contemporanea a Londra ci sono i Velvet Revolver, a guardarli così di primo acchito sembra che Scott Weiland si sia iniettato quantità di eroina pari al numero delle cifre del debito da fare estinguere. A suo modo un atto di protesta.
 
Intanto: pare che a Berlino stiano per esibirsi i Roxy Music. Ma i Roxy Music, Roxy Music o quelli che li imitano nel programma di Teocoli?
Nel frattempo la Rai continua a mandare concerti avvenuti ore fa e a spacciarli come in diretta.
Prima Craig David ed ora Celine Dion.
Al Circo Massimo arriva anche Jovanotti. Cioè, c'era da prima ma adesso suona anche lui.
L'inizio del suo set è un'improvvisazione/pezzo nuovo/Una tribù che balla molto convicente e rappusa.
In un contesto del genere, nostro signore dei pistolotti non può non trovarsi a suo agio.
Infatti Jovanotti, parla e parla e parla. Si lancia tra la folla come un invasato (grande entertainer, non c'è che dire) e in piena trance agonistica si fa passare una bandiera dell'Irlanda che molla appena si rende conto del misfatto.
Durante L'Ombelico del mondo, la Rai stacca e cede la linea in Inghilterra.
 
A Sting, per la precisione.
Dopo Message in a Bottle tocca alla pubblicità. Milioni di italiani saranno stati contenti di sapere che dopo Adriana, anche Diego ha perso la sua verginità orale (no, non quella),
Parla anche lui come un demente. Interessa?
Sting nel frattempo suona Driven To  Tears ed attacca Every Breath To Take.
Sullo schermo scorrono inquietanti i volti dei leader del G8. Berlusconi è l'unico con la didascalia del nome.
E la foto è chiaramente pre-trapianto. Ho la strana sensazione che Sting sarà costretto a vendere la villa in Toscana.
Le parole di Every Breath You  Take sono state cambiate per l'occasione. L'effetto è un po' triste. Un po' come quando si sente cantare in chiesa Blowin' in The Wind. Tradotta in italiano.
Laura Pausini si conferma Laura Pausini.
Alicia Keys (recuperata nel pomeriggio di Philadelphia) è come al solito vestita di merda.
Ma canta divinamente. Ed annoia. Come al solito.
 
Mentre  lo streaming mi smette di funzionare, Flavietta Cercato (incazzata nera), annuncia il duetto Baglioni-Pausini.
Mille Giorni di Te e di Me.
E'impressionante vedere Baglioni seduto al pianoforte, conciato come uno qualsiasi dei tipi nerboruti e finti giovani che passano le giornate sulla spiaggia di Capo Cotta.
Pochi minuti dopo è il turno (a Londra) di Robbie Williams.
Introdotto da Beckham, si lascia andare con la cover di We Will Rock You dei Queen, arrivando inconsapevolmente secondo. Dietro il nostro Cremonini.
 Let Me Entertain You è la classica canzone per far ridestare il pubblico tediato da troppe ore di musica.
Ovviamente Bobby si sbatte e cerca di dare il meglio.
Per una volta sembra riuscire a cantare bene anche lui. Altro miracolo di Papa Bob I?
 
 I Maroon 5 hanno proposto una cover ciellina di Rockin In a Free World di Neil Young.
Floris è ufficialmente scappato con la Mannoia!
Zucchero è arrivato a Parigi. Sano e salvo.
 
 I due Who sopravvissuti spaccano. Anche se mettono tristezza.
Who Are You è ormai la sigla di C.S.I. ma sti cazzi.
Sembrano più giovani di tutto il cast italiano messo insieme.
Ecco. L'ho detto!
A Roma, invece c'è Renatino.
Lo vedo muto sullo schermo. Il volume è tutto per il duo Roger/Pete (che fa "il mulinello" anche a sessant'anni suonati ed è lo stesso un figo).
Immagino comunque che I Sorcini siano in visibilio.
Arriva un sms dalla sala stampa ed uno dal backstage, tutti e due dicono la stessa cosa: "Dal vivo è una cagata peggio che in televisione".
Una mia amica sostiene che il cast del Live8 romano sia stato messo su solo per deprimere il pubblico.
 
IO STO MORENDO. E' UFFICIALE
.
La Pausini piazza la doppietta dei duetti. Ora anche con Renato Zero, ma a Parigi ci sono i Cure. Con la nuova formazione a quattro.
Per cui: chissenestrafotte.
 
Il duo novembre è  diventato un terzetto. Ora c'è anche Baglioni!
 
La Rai ignora i palchi esteri (ed hanno clamorosamente bucato Baba O'Riley degli Who). Peccato, il set dei Cure sembra molto bello e teso, ma le chiappone di Mariah Carey riempono gli schermi italici. In differita.
 
E' il momento: fra pochissimo "i fottuti Pink Floyd!"
 
Questa reunion ha dell'incredibile: fino ad un mese fa, i vari Gilmour, Mason, Write e Waters non facevano altro che insultarsi.
Probabilmente lo fanno ancora. Ma tant'è: sono sullo stesso palco, suonano Breathe e non si mettono le mani in faccia.
Suonano Money e non si mettono le mani in faccia.
Certo, neanche si guardano. Ma che ci volete fare.
E' curioso notare come con il passare degli anni Roger Waters sia passato dal ruolo di dittatore/bruttone/complessato a quello di dittatore/sosia di Richard Gere/complessato. Gilmour c'ha preso gusto e dispensa un assolo dopo l'altro.
Non sono il mio gruppo preferito (anzi, sono quasi totalmente l'opposto) ma bisogna ammettere che c'è più anima nella loro performance che in altre in teoria molto più fresche e attuali.
 
Ora tutti si chiederanno se questo è l'inizio di un qualcosa, oppure un episodio isolato. Io mi chiedo solo chi ha menato chi quando si sono incontrati per fare le prove. Perchè statene sicuri, qualcuno ha menato qualcun'altro. Ci scommetto.
Fanno Wish You Where Here come se fossero in spiaggia davanti al falò. La cantano in duetto Gilmour e Waters. Il secondo piuttosto a fatica, a dire il vero.
Prima del pezzo ha blaterato qualcosa, ma ammetto di essere riuscito a capire poco. Tranne la dedica alle "persone che non sono qui". For Syd.
 
A Toronto, alla stessa ora (anche se con un fuso orario diverso) i Motley Cure stavano suonando Dr. Feelgood.
Tommy Lee era a torso nudo e con la cravatta.
Un lord. Come al solito.
 A Londra: Comfortably Numb.
A Roma: Noa, la cantante. Questa volta.
I Pink Floyd si abbracciano e salutano.
Senza accoltellarsi dietro la schiena. Questa è la vera notizia.
A Philadelphia è appena salito Stevie Wonder.
L'hanno preso direttamente da casa. Altrimenti non vedo altro motivo per essersi presentato in pubblico in camicia da notte.
Dedica lo show a Luther Vandross. Scomparso da pochissime ore.
Quello che sta cantando Higer Ground con lui è Rob Thomas. Il fidanzatino di Tom Cruise (pare), in pratica.
Domanda:  ma non sembra un po' la versione di colore e con i dreadlocks di Homer Simpson (Stevie, non Rob)?
 
A Londra si sta avvicinando la fine della kermesse (Mike Bongiorno rules).
Sir Paul fa i complimenti al pubblico ed incomincia a rockeggiare.
Get Back . Voglio vedere Neil Young a Toronto!
 
George Michael duetta con Mc Cartney. Bippìbippìyeah!
 
Evvabbè: Helter Skelter è sempre un pezzo incredibile.
Molto più rock and roll dei Razorlight. Cazzo!
 
Venditti canta. Secondo me non l'ha visto neanche suo figlio.
 
The Long and Winding Road è la fine decretata. Durante la parte conclusiva del pezzo salgono su tutti gli ospiti del Live8 inglese e cantano a squarciagola Hey Jude.
Papa Bob I ha la faccia di quello che è entrato negli ultimi dieci minuti della finale dei mondiali ed ha fatto tre goal.
Il suo sorriso gongolante dice più di mille parole.
Floris (la Cercato nel frattempo è stata gambizzata e rinchiusa in uno sgabuzzino, da lì dovrà presentare la differita dei momenti impossibili da far vedere in diretta), chiude la trasmissione con un pistolotto dei suoi.
Santi subito! Lui e Bob.
E pure Flavia.

Io vado a dormire.
 
 (disclaimer-r-r-r-r-r-r-r-r: questo blog rimane chiuso. Questo no.)

postato da: colas | 16:03 | commenti (45)