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martedì, novembre 30, 2004 Oops… Revolution On Your Pins (in pratica l’ennesimo post sul MEI)
Digressione n.1 Bologna>Via Rizzoli>Giovedì 25 novembre>Ore 16 e 11 Il giovane ex capellone, ora quasi di nuovo capellone, entra in un negozio di dischi del centro di Bologna. Un negozio dove di solito non sarebbe mai entrato, almeno in quella città dove le alternative, grazie a dio, non mancano. Mentre si fa strada tra gli scaffali del Ricordi Media Store, viene sovrastato da un’ondata di ragazzine (età media 14/17 anni) vestite a metà tra un video di Eminem ed uno dei Limp Bizkit. Quello dove Fred Durst dice: “Rollin, rollin, rollin-yeah!”, mentre fa uno strano gesto con le mani. Il giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone, riesce a raggiungere il suo obiettivo e garrulo si dirige verso la cassa con la missione di fuggire ed abbandonare quel luogo ameno. Dopo aver messo le mani in faccia a dodici bambine vestite con un piumino bianco, fatto lo sgambetto a quattro adolescenti con il polsino della Stussy e mandati a culo in aria venticinque pantaloni a vita bassa che più bassa non si può, quasi rasoterra, finalmente si trova di fronte al luogo deputato ai pagamenti. Senza alzare gli occhi da terra, pesca nelle tasche e tira fuori il portafoglio, lo apre e cerca, con successo, una banconota da venti euro(s). E qui fa quello che avrebbe dovuto fare dieci minuti prima: alza lo sguardo e si ritrova davanti quattro tamarri, tutti lampadati in eccesso, vestiti come le ragazzine, ma dalle facce decisamente più vissute. Qualcuno, nella sala, li chiama GemelliDiVersi, loro ogni cinque secondi rispondono urlando: “Gidiviiiiiiiii!!!”. Lo guardano, si guardano tra di loro e poi allungano le loro mani penne-munite verso il disco che ha in mano. Anche il giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone li guarda, prende i venti euro(s) e: “Scusate, volevo solo pagare questo”.
Katia ha 24 anni e viene da Città Della Pieve. In mezzo la settimana lavora come controfigura nella fiction Carabinieri. Interpreta le tette della Marcuzzi. La notizia che questo fine settimana non avrebbero girato, l’ha colta di sorpresa: “Poco male – pensa – posso finalmente andare a Faenza, al Meeting delle Etichette Indipendenti”. Partita all’alba, arriva nell’area della fiera in compagnia dello zaino, pieno di demo della sua band, e del suo amico Pedro. Le prime persone in cui s’imbattono sono Alex della StoutMusic e Pietro il cantante dei Songs For Ulan. Li riconosce, vorrebbe lasciare subito due copie del CD, se non altro lo zaino si alleggerirebbe un po', ma li vede impegnati in chiacchiere con altre persone. Decide che non è il caso di disturbarli, prende i due demo e li lascia a due ragazzi che per caso si dirigono verso i capannoni. Così, senza dire una parola. In sala stampa c’è un interessante dibattito sull’editoria musicale. Lei e Pedro si siedono nell’ultima fila, nella platea riconoscono solo giornalisti musicali. Sul palco è la stessa cosa: giornalisti musicali più Giordano Sangiorgi, il capo del MEI. Una specie di Carlo Lucarelli con i capelli più chiari. L’incontro è moderato da Domenico Mungo di Rumore, uno che quando lo guardi pensi subito: “Che faccia da culo” e Sergio>RadioGladio>Messina. Katia vorrebbe alzarsi, andare da lui, lasciargli un CD e poi mettersi a cantare: “Il mio mulino non è proprio un mulino, sono due camere al Tiburtino…”. Ma non può, il dibattito è ancora in corso e questo gesto la farebbe apparire come una sorta di Cavallo Pazzo Appignani della musica indie. Pedro alza il dito e sussurra: “Non è Pasini del Mucchio, quello?” “Shhh… non indicare. E no, non è Pasini. Ci assomiglia ma non è lui. Pasini ha sempre un enorme anello d’oro al dito mignolo”. Non finisce neanche di parlare che subito il dubbio la coglie di sorpresa: “Aspetta, forse mi sono sbagliata, mi sa che è veramente lui. E’ il batterista dei MiceCars quello che porta l’anello. Ma chi li distingue quei due. Sono uguali”. “Non ci suona più con i MiceCars. Il batterista, dico”. Digressione n.2Bologna>Covo>Ore 18 e qualcosaIl giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone, cerca di accendere il suo portatile. La batteria è scarica. Il cantante del gruppo canadese più in voga del momento è nervoso, vuole vedere la foto che il giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone, ha promesso di avere nel suo computer. Insieme vengono condotti in uno degli uffici del Covo, in cerca di una presa elettrica. L’ufficio è affollato. Dentro ci sono la promoter italiana del gruppo, la tour manager, il chitarrista tricotillomane di un gruppo indie italiano, il gestore/discografico/ultrà dell’Ancona Calcio e diversi membri del gruppo canadese più in voga del momento, che passano il tempo scrivendo mail da uno dei computer. Il giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone, si china per terra a cercare un posto per attaccare il cavo, inavvertitamente stacca tutti i computer presenti nella sala, beccandosi bestemmie ed insulti dal batterista del gruppo canadese più in voga del momento. Mentre, devastato dalla vergogna per questa indie figura di merda, cerca di ricucire il rapporto con il comunque disponibile drummer canadese, viene assalito dal chitarrista tricotillomane di un gruppo indie italiano che rimpiange di non aver fatto un filmino con la macchina digitale. Per colpa sua quindi l’evento non potrà essere documentato. Con buona pace del giovane ex capellone ora quasi di nuovo capellone.
Il dibattito va avanti, Katia riconosce tra il pubblico anche John Vignola: Nel frattempo prende la parola un signore alto e calvo. E’ il direttore di Rockstar, le dicono. Il direttore parla ed ancora parla. Il suo giornale è stato premiato come rivista dell’anno. Il Capo del MEI ripete questa frase ogni due parole. Intanto il direttore spiega di come sia riuscito con “coerenza e passione “ a risanare le sorti del giornale. Katia lo guarda parlare e pensa a quel suo amico giornalista di Rockstar che da un anno e qualche mese non prende lo stipendio. Vorrebbe alzarsi, salire sul palco e dirne quattro al direttore (prima, ovviamente, di lasciargli un demo). Non lo fa, lascia Pedro dormire sulla poltroncina e si precipita tra gli stand. Conosce Marco di Kronik e Carlo di Rockit, lascia un CD ad entrambi e si compra due dischi allo stand della Ghost (Ronin e One Dimensional Man). Fra un po’ ci sono le premiazioni per i dischi dell’anno. Katia pensa che non se ne vuole perdere neanche una, ma il pensiero di tornare a sentire la fine del dibattito sulla carta stampata la terrorizza. Decide così di andare a sentire qualche gruppo per ingannare l’attesa… continua postato da: colas | 14:39 | commenti (18) venerdì, novembre 26, 2004 E Ancora "...park that car Continuo a camminare. E poi: Lover's Spit dal vivo (per la seconda volta in due giorni) è una di quelle cose per cui vale la pena vivere ed amare le musica. postato da: colas | 14:30 | commenti (8) giovedì, novembre 25, 2004 Feel Good Lost (Broken Social Scene: Roma, Circolo Degli Artisti 10-24-2004)
Il momento più brutto è quello della fine. Tu sei lì che vorresti estraniarti ed invece scivoli di chiacchiera in chiacchiera. Con chiunque. Come al solito. E’ che questa volta hai paura. Paura di distrarti, paura di dimenticare, paura che la magia che ti è rimasta dentro svanisca in un batter di ciglia. Ed allora ti muovi e cammini e poi cammini ancora. La strada è lunga e faticosa, ma è quello che ti serve. L’importante è che lo sai: questa è la cosa giusta. L’unico modo per giocare a biliardino con i pensieri e cercare di non perdere nulla.Vale tutto... tranne “frullare”. Normalmente metteresti la mano nella tracolla in cerca di cuffiette e musica di compagnia, ma questa volta no. Questa volta “normalmente” è sceso a portare a spasso il cane. Questa volta cammini e sei solo. Solo con il freddo e con le sensazioni. Solo di una solitudine diversa. Una solitudine che ti fa stare bene. Ed anche se non sei tu che la hai cercata e voluta, sai benissimo che era quello che ti ci voleva. Il fatto è che ti senti come un bambino la prima volta che vede un film al cinema e non si annoia, non parla e non urla per avere i pop corn. Sta lì e guarda, immobile, con gli occhi di chi finalmente ha scoperto un mondo, ed una volta afferrato come raggiungerlo, difficilmente vorrà abbandonarlo. E poco importa se tu lo sapevi già, se sono anni che ti stordisci di musica e concerti e quasi niente riesce più a lasciarti gli occhi spalancati e sorridenti. Poco importa e basta poco, pochissimo, per ritornare a quando un palcoscenico ed un mixer erano una cosa speciale. Una roba da una volta l’anno e poco più. Bastano gli sguardi di nove persone che sembrano capitate lì per caso ed invece non sbagliano un colpo. Nove pistoni di un motore unico che si sovrappongono, si scontrano, rimbalzano l’uno contro l’altro, prendono la rincorsa e decollano. La meta è unica per tutti. Le traiettorie, al contrario, sono molteplici ed indecifrabili. Ma non c’è niente da fare: ormai ti fidi e sei pronto. Pronto per allungare la manina e farti portare dove vogliono loro. Pronto ad essere il bagaglio a mano delle emozioni altrui. Pronto per mandare indietro il nastro e rincominciare. Per capire che non ci sarà mai una spiegazione vera a quella parola di cinque lettere che tutti si ostinano a pronunciare e nessuno cerca realmente di comprendere. Che certe cose bisogna averle dentro e basta. Alla faccia delle definizioni di comodo. Alla faccia di quelli che ti girano intorno tentando di allungare il piedino e farti finire con il muso per terra. Tanto ti rialzi, anche se credi di non riuscirci più. Ti basta poco, dicevo: la certezza di un’emozione che riappare e che ti da la forza. “Sarà la musica che gira intorno, quella che non ha futuro”. Sarà ritornare in un luogo amico sapendo di uscirne felice e con le pile cariche. Sarà la voglia di continuare a camminare e di non smettere di farlo. Again and Again. postato da: colas | 14:34 | commenti (11) martedì, novembre 23, 2004 Ma Ci Si Potranno Attaccare le Spillette? Questo post è per te. Sì, per te che mi conosci e che magari sei in crisi perché non sai cosa regalarmi per Natale (ebbene sì: è arrivato Natale e se il tuo calendario dice il contrario: mi dispiace per te). Questo post è per te e per tutti quelli che amano ricevere oggetti utili: se veramente ci tieni a farmi felice con uno stupido regalo, ti pregherei di prendere in considerazione questo. Lo so che non è molto elegante chiedere e che è più bella l'emozione della sorpresa che il pacco in se (ho detto pacco?Aiuto!), ma ti giuro che, se mi fai trovare sotto l'albero una cosa del genere, ricambierò con eterna gratitudine... sempre che tu non voglia le statue in pongo degli attori di Un Posto Al Sole. Ti prego realizza il mio sogno: con quella cravatta finalmente sarò quello che ho sempre saputo di essere. postato da: colas | 23:18 | commenti (6) L'Essenza Dell'Indie "Altri importanti momenti saranno l’inaugurazione della mostra “Malleus” dedicata ai poster dei concerti psichedelici anni ’60 e ’70 e di “Poiesis.laMostra”, un’ esposizione unica nel suo genere, che propone in modo documentato, dipinti, disegni, opere grafiche, schizzi, realizzati da artisti noti in ambito musicale, sia di fama mondiale sia noti a livello nazionale. Tra di essi figurano autentici miti della storia della musica, come Leonard Cohen, Elvis Costello, Peter Gabriel e Frank Zappa. Per l’inaugurazione sarà presente Flavia Vento." (Dal comunicato stampa ufficiale del MEI) Ed ora alzi la mano chi ha il coraggio di restarsene a casa... (grazie al campione italiano di Extreme Ironing) postato da: colas | 18:34 | commenti (3) domenica, novembre 21, 2004 Come Una Fotografia http://quizilla.com/users/KateisGreat/quizzes/What's%20your%20Music%20ID%3F%20 (Grazie BlueBlanket) postato da: colas | 20:46 | commenti (18) venerdì, novembre 19, 2004 Hakim The Dream Svegliarsi la mattina con la radio che passa Goodbye Strangers, in altri tempi sarebbe stato un segnale inequivocabile per: dare una manata alla sveglia, tenere le serrande rigorosamente abbassate e far scivolare le coperte fino “al punto dove l’acqua è più blù, niente di più yei-yei.yeah”. Eh sì: D O R M I R E. Una parola che s’impara subito ed altrettanto velocemente finisce nel salvadanaio delle dimenticanze e dei: “Mi sembra che dovevo fare qualcosa, guarda…avevo fatto anche questo nodo per ricordarmi,ma…”. Ma niente. Non si dorme e va bene così. C’è una città in fermento, te ne accorgi mentre cammini nelle strade del quartiere: foto che riempiono i muri ed entrano nelle chiacchiere delle persone per poi riuscire, sotto forma di note, dagli stereo e dalle autoradio. No, no, che avete capito? Niente Eminem, Gwen Stefani e Alicia Keys. Niente Tizianone Ferrone che stona in mondovisione. Niente: “And the winner is” e “Thank God for this award”. La gente del mio quartiere non ha idea di chi sia “quel biondino slavato che parla a scatti come un gsm d’epoca” e ad un: “Hello Romeeeeeeeeee!”, urlato come si urla solo in tv, preferisce di gran lunga: “Salam aleikum”. Perché è strana la gente del mio quartiere, è molto strana: la romanità tipica del: “Che c’hai ‘na sigaretta” e : “Dorcezza, ‘so du’etti. Lascio?”, si è fusa con gli scampoli di medioriente ( quando non oriente e basta) che da anni animano queste strade. Per cui è facile entrare in un internet caffè e trovare poster di improbabili rockstar del Bangladesh, la collezione intere degli ultimi film di Bollywood affianco ai blockbuster americani. La Mecca Cola affianco al più noto colosso transnazionale e, ovunque, manifesti e dischi di Hakim. La sua musica pesca a piene mani dalla tradizione 'sha bi, trasformando in musica pop le melodie tipiche del Nord Africa. Hakim flirta senza remore con gli artisti del "maledetto occidente": nel suo nuovo album ha duettato con Stevie Wonder e James Brown (con cui ha girato anche un video) e si è tolto anche la soddisfazione di mandare cortesemente a caghicchiare Zucchero e Sting, con cui aveva avuto degli alterchi. Lui, il vero eroe dei due mondi, uno il cui sex appeal farebbe impallidire perfino Julio Iglesias, arriva finalmente in Italia per un paio di concerti (Roma e Milano) attesissimi. E fa quasi ridere, vedere il faccione sorridente stampato sui muri e sentire storie di gente alla ricerca disperata dei biglietti. Gente che normalmente non riempie i palazzetti, ma che questa volta si sente, quasi in dovere, di aprire il portafolio ed andare al concerto dell'idolo anonimo Uno che per molti è un perfetto sconosciuto e per altri quasi un simbolo di libertà. Uno che probabilmente non riusciremmo ad ascoltare anche per un solo minuto, ma che in questo momento sembra essere l'unica vera alternativa possibile al giorgiasurinismo di questi giorni. Secondo me il prossimo album glielo produce Dr. Dre, ma il mio quartiere se lo sarà già dimenticato. postato da: colas | 18:05 | commenti (7) martedì, novembre 16, 2004 Califoooourniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa "Ho un gruppo. OK: ce l'hanno tutti. Ma il mio è un gruppo vero. Uno che fa dischi e che li pubblica pure. Anzi: un gruppo che fa dischi ed ha una major dietro che li pubblica per lui. La stessa major che i walkman. Mica cazzi. Scusate il francese. Abbiamo anche un bel nome: Phantom Planet. E lo so: non sarà bello come Polyphonic Spree ma non è neanche brutto come 50 Cents (com'è che dite voi: Mezza Piotta?). Abbiamo anche un blog Insomma: ho un gruppo ed abbiamo inciso dei dischi, ma mica uno solo. Il primo l'abbiamo fatto un tot di anni fa, nel 2002, ed ha avuto anche un casino di successo. Non quel successo che ti fa andare a suonare da David Letterman, però, insomma, comunque un successo decente. Pensate che il video del primo singolo ce l'ha fatto il figlio di Coppola ed è passato spesso, di notte, anche da voi in Italia. Ci siamo anche venuti a suonare, in Italia, dico. Ma non è stato un granché. Non c'era molta gente e poi ci hanno fatto fare da ospiti in una strana trasmissione televisiva. Presentava uno che si faceva chiamare Red Ronnie e per un'ora, invece di farci suonare, voleva sapere il nostro rapporto con la carne. Comunque se cercate da qualche parte, il nostro cd lo trovate ancora. Un mio amico mi ha detto che poco fa ce l'aveva anche un negozio di Via Dell'Acqua Bullicante. Ed a noi le cose che bullicano, con due elle, ci sono sempre piaciute. Qualche mese fa, questo mio amico, mi ha chiamato per avvertirmi che eravamo nella sigla del serial Orange County. Ho detto che lo sapevo. E' così anche in America. Poi l'ho risentito oggi, era sconvolto. Praticamente pare che la radio più grande italiana stia passando la nostra canzone di due anni fa, quella che nel ritornello dice: "Californiaaaaaaaa sto arrivandooooooooooooooooo". E non solo: pare anche che siamo entrati nella classifica di TRL. Capite: TRL!!! In America, davanti agli studi di quel programma c'è una nostra foto con scritto: "Loro non possono entrare". Ed in Italia invece siamo in classifica ed un'altra emittente musicale ci ha fatto video heavy rotation della settimana. Mica cazzi bis. Scusate il francese. Di nuovo. Solo: chi glielo dice adesso agli italiani che a noi quella canzone lì fa schifo. Che abbiamo fatto un disco con Dave Friedman (quello che ha prodotto i Flaming Lips) e che ci piacerebbe di più essere notati per quello che facciamo ora. E poi: il video che passano a tutte le ore è vecchio di due anni. Il chitarrista che si vede lì non suona neanche più con noi. Si è fatto l'operazione ed adesso si fa chiamare Ashlee Simpson. Ha messo su un progetto suo ed ha già venduto un casino di dischi. Molti di più di: "Califourniaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa". Molti di più" postato da: colas | 19:55 | commenti (16) Hanno Ucciso Colin, Brutti Bastardi! Ci sono concerti che aspetti di vedere per anni e poi, quand'è il momento, nisba. Domani, a Roma, suona Graham Coxon ed io non lo andrò a vedere. Evvabbè, non è la fine del mondo, ma se me l'avessero detto anche solo sei mesi fa (che Graham Coxon veniva a Roma ed io non l'andavo a vedere), non ci avrei creduto. Coxon è uno dei più vecchi poster della cameretta (OK, tutti i Blur. Ma perchè c'era lui... mica per altro.), uno di quelli che ha restisto a tutto: traslochi, spostamento di mobili e cambi di arredamento. Quella sua faccia un po' così con quegli occhiali un po' così e quello scotch che li tiene su... un po' così, sono per me una delle prime immagini indie che ho imparato ad assimilare. La chiacchierata alcolica e disconnessa avuta con lui qualche anno fa è una di quelle cose che non scorderò mai. E poi: quei dischi solisti che non piacciono a nessuno ma che a me fanno impazzire. Il primo (The Sky Is To High, bellissimo) l'ho comprato a Londra il giorno dell'uscità, da lì in poi non mi sono perso niente. Ed è stato un bel viaggio, tra cadute di tono ed inaspettate risalite. Un viaggio che con Happiness In Magazine è diventato alla portata di tutti. O quasi. Ma non andrò a vederlo. E' una scelta. E forse va bene così. Forse... Quello che non mi sarei perso per nulla al mondo, invece, è il concerto dei Decemberists. Un altro di quei gruppi che solo un anno fa pensavi che in Italia non ci sarebbero mai venuti ed invece, eccoli. Il piede in Italia ce lo mettono, eccome se ce lo mettono. E ci sarai anche tu. E' da settembre che lo sai. Ma poi succede che ti arriva una mail e dei Decemberisti a Roma non se ne fa più un'acca. No, Niente, Niet! Nella bustina del "deuinneris" il loro nome non c'è più. Ed ora? Cerco un passaggio in macchina per il venti a Firenze? Mi faccio teletrasportare al Covo? Torno a godermi la Febbre Gialla? Ballo il Can-Can? postato da: colas | 13:19 | commenti (20) mercoledì, novembre 10, 2004 Le Medicine Fanno Male "Guarda: ho ancora un po' di febbre, ma incomincio a stare meglio. Si, sto continuando a prendere le medicine ma credo che smetterò presto. Non l'ho chiesto al dottore, l'ho deciso io e basta. Non mi fanno bene, le medicine. Per niente. Sì, ok: la febbre è scesa...ma... è che faccio sogni strani. Sogni che non sono nè belli e nè brutti però fanno paura. Ma non la paura degli incubi. Una paura diversa. Una paura allegra. Che però:che ti frega dell'allegria se te la fai sotto? Pensa che questa notte ho sognato che uscivo di casa, così come sono adesso: in pigiama, ciabatte, termometro,bottiglia dell'acqua sotto braccio e l'ipod che non ho capito cosa centrasse, ma fa sempre la sua porca figura.
Salgo le scale, apro la porta e lei non c'è. Mi sdraio un po' sul letto a guardare la tv, quando la vedo entrare. E' uguale a Joss Stone. Non che ci somiglia. E' proprio lei, ma allo stesso tempo è anche la mia...ehm... insomma, hai capito. Mi saluta, mi bacia, mi abbraccia ed incomincia a parlare del più e del meno.Contenta della sorpresa inizia a spignattare in cucina, lo fa sempre. La mia... ehm... insomma, hai capito, quando è contenta delle sorprese: spignatta. Qualunque cosa questo voglia dire. Mentre siamo lì che ci raccontiamo le rispettive giornate vedo la porta che si apre. E' un uomo che entra in casa sbraitando, dicendo che quel giorno con la mia...ehm... insomma, hai capito, doveva dormirci lui. Lui sbraita, lei cerca di calmarlo e di convincermi che tutto è a posto e non ci sono problemi. L'uomo dice che è venuto per dormire con lei e che, a questo punto, dormirà con tutti e due. L'uomo è strano, alto e col pizzetto. E' vestito da calciatore. Mi guarda ed urla di nuovo: "Chi cazzo sei,tu? Io ho marcato Del Piero!"
Francesco Gullo. Terzino sinistro del Cervia di Ciccio Graziani. Il campione millantatore dei Campioni del Cuore. Quello che ha marcato Del Piero in Champions League, ha rollato una banconota da dieci per Maradona e si è fatto la doccia con Wea... il tutto contemporanemente. Mentre dormiva con la mia... ehm... insomma, hai capito. Mi sono svegliato. Per fortuna. Ma se dico che le medicine è meglio non prenderle, è perchè l'ho sperimentato sulla mia pelle. Fidati: le medicine fanno male. Me l'ha detto Gullo." postato da: colas | 18:44 | commenti (24) venerdì, novembre 05, 2004 Cose Che Si Scoprono (quando si passa più di una settimana al letto con la febbre alta) Ammalarsi a casa dei propri genitori ti riporta immediatamente all'età di dodici anni, quando passare le giornate al letto senza sentirsi in colpa per il tempo e le innumerovoli altre cose che, con lui, si stanno perdendo, era la prassi. Che poi non è mica detto che si debba per forza perdere qualcosa. Io, per esempio, nell'ultima settimana ho scoperto un casino di cose. La prima è che quando ho la febbre molto alta (ma anche quando ce l'ho media) non riesco proprio ad ascoltare musica. O meglio: non riesco ad ascoltare la musica che ascolto di norma (l'unica eccezione è stata quella di un nastrone preparato per la festa di laurea di una mia amica), per cui mi affido completamente al cattivo gusto della radiofonia italiana finendo per accogliere , come manna dal cielo, Paradise City dei Guns And Roses (passata da Fabio Volo nel suo programma mattutino). Ma la radio, grazie a dio, non è solo brutta musica: nelle scorse mattine una casalinga bresciana mi ha spiegato (ma anche a voi ed al mondo intero) che era giusto votare George W. Bush perché: "L'ha detto anche Emilio Fede: non bisogna lasciare la strada vecchia per quella incerta". Ricapitolando: Bin Laden era per Kerry ed Emilio Fede per Bush, ci manca solo di sapere per chi avrebbero votato Napo Orso Capo* e Ciccio Formaggio per far completare il cerchio. La seconda cosa che ho scoperto è che quando ho la febbre molto alta (ma anche quando ce l'ho media) non riesco proprio a leggere i caratteri times new roman dei libri. Per cui tante riviste e tanti quotidiani, ma solo per mezz'ora al giorno che poi: "Ti si stancano gli occhi". La terza cosa che ho scoperto è che una volta svegli di soprassalto (quando si ha la febbre molto alta, ma anche quando la si ha media) non c'è niente di meglio della replica notturna di Amici di Maria De Filippi come sottofondo per il paracetamolo che si scioglie nel bicchiere. Gli Amici di Maria De Filippi sono un gruppo di ragazzini (la De Filippi ha 200 anni, ma i suoi amici ne hanno tutti poco più di sedici. Di cosa parleranno tra di loro, su che rapporti è basata la loro amicizia?) che credendosi artisti studiano spettacolo in una scuola che per comodità chiameremo La Scuola Degli Amici di Maria De Fillippi. Questa Scuola Degli Amici di Maria De Filippi, nel corso degli scorsi anni, era stata lanciata quale modello ideale di come si possa fare istruzione (secondo loro: buona istruzione) senza instaurare il tipico clima di terrore vigente nelle scuole tipicamente dette. Una Scuola Degli Amici di Maria De Filippi in cui tra studenti e professori ha sempre trionfato il rapporto diretto e senza barriere. Un rapporto in cui disciplina e rispetto non valevano più della schiettezza e della confidenza. Poi deve essere successo qualcosa, così (alle due e quaranta del mattino) mi sono trovato davanti ad una specie di lager per bambini ipervitaminazzati in cui ogni minima contraddizione viene punita con l'espulsione. In più i professori esigono il Lei (secondo me ad esigerlo di più sono: Garrison di Brian e Garrison, Patrick Rossi Gastaldi e Steve La Chance... e non è questione di formalità) e non potete immaginare gli effetti devastanti che quest'imposizione genera sugli alunni: "Lei, professore, c'hai ragione, ma non mi puoi stare sempre ,lei,così addosso. Io posso farti vedere quanto valgo, a lei, ma ho bisogno che tu, lei, mi lasci tempo per esprimermi". La quarta cosa che ho scoperto è che una volta svegli di soprassalto (quando si ha la febbre molto alta, ma anche quando la si ha media) non c'è niente di meglio che prendersi le medicine, farsi un bicchiere di latte caldo con i biscotti e...BASTA! Che va bene l'influenza, però...
*Napo Orso Capo avrebbe sicuramente votato per Bush in quanto sosia in pectore dell'amico Ernesto Spara Lesto postato da: colas | 16:07 | commenti (23) mercoledì, novembre 03, 2004 (No,no... è proprio una) Figur'e'mmerda! (Ver.2.0) Ovvero:" Scusate se ieri vi abbiamo detto che era un giorno nuovo, Kerry aveva vinto e milioni di voti americani avevano mandato a casa Bush. Scusateci. E' che abbiamo bisogno di soldi, non è mica facile fare un quotidiano indipendente quando: la bambina del caporedattore ha bisogno di cure, il direttore deve comprarsi una racchetta in fibra di carbonio per sfidare Vittorio Feltri e poi il mio cane è tanto buono, ma mangia solo filetti pregiati. Per cui da ieri abbiamo deciso di iniziare il nuovo corso: La Rivoluzione a Scherzi A Parte!!!!! Un'idea geniale del nostro nuovo coordinatore di redazione: Marco Balestri" (www.ilmanifesto.it) postato da: colas | 07:54 | commenti (17) Bin BUSH Bam Guardo il mondo andare a puttane, la mia vita che non si sa più dove e l'unica cosa che posso fare è agitare il polso per far scendere il termometro (che tra le cose che si fanno muovendo i polsi è senza dubbio la meno divertente). postato da: colas | 07:35 | commenti (3) |