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mercoledì, giugno 30, 2004 Cominciamo, Bene. Eccoci qui: il ventre della balena è esattamente come te l’immagini. Ti ci portano in macchina. Una macchina che… tu neanche il modellino. Una macchina con i vetri oscurati, l’autista tutto compito e con l’auricolare dentro l’orecchio. Bestemmia. Lo fa ogni volta che si trova imbottigliato nel traffico. Come tutti i guidatori di questa città. Per entrare nel ventre della balena ci sono le sbarre e per superare le sbarre ci vuole il pass. Per avere il pass ci vuole il nominativo lasciato all’entrata. Per avere il nominativo lasciato all’entrata ci vuole che un segretario di redazione si sia preso la briga di avvertire la portineria. Per avvertire la portineria ci vogliono dieci minuti di telefonate. Per dieci minuti di telefonate ci vuole un albero e per fare un albero ci vuole un fiore. Archiviate le pratiche burocratiche, il Sergio Endrigo che mi porto dentro, L’Esperta di Chat ed io entriamo nella grotta di Betlemme. Proprio dietro via Nomentana. Al posto del bue e l’asinello c’è una signora enorme dai bianchi capelli e dal bianco spiccato accento romanesco.Alla sua destra siede un’ipervitaminica bionda occhialuta. Il bambinello è un monitor, i doni si chiamano attenzioni inequivocabili ed i Re Magi sono Michele “Simpatia” Mirabella e Selvaggia Sarà Pappalardo Ma Ora E’Lucarelli (sgombriamo subito il campo: le tette di Mirabella sono grosse proprio come nelle foto e sicuramente sono anche naturali!). Dentro ( e per dentro si intende DENTRO) i Re Magi sono impegnati, con una sessuologa dai capelli peperonati, nell’arringare la folla ed ascoltare le telefonate degli spettatori del programma. Ed il programma è uno di quelli che non si dimenticano. Uno di quelli estivi, uno di quelli che per guardarlo ti devi concentrare, più o meno, facendo lo stesso sforzo cognitivo che si fa mentre si fissa l’oblò di una lavatrice in funzione. Il tempo di un caffè e di una camminata nelle stanze dove, di solito, si aggira Cristiano Malgioglio... ed è già l’ora di trucco e parrucco. Per L’Esperta di Chat, dico. Io ed Endrigo, invece, ci guardiamo intorno. Chiudo gli occhi e sono già dentro: M.S.M. e S.S.P.M.O.E’ L. hanno appena congedato una signora che passa gran parte del suo tempo a camminare per deserti. Più la guardo e più penso che ricorda terribilmente la cuoca strafatta di elio che fa baccano con la Clerici nelle mattinate d’inverno. La guardo,la riguardo e me la immagino così: nelSaharatuttanudacopertasolodaungrambiulinochecaracollaconunapentolainmanogridando: “Ti piace questo brasato,tessoro?”. Ora tocca ad Enrico Beruschi. Quell’Enrico Beruschi. Enrico Beruschi “di Margherita”. Enrico Beruschi che prima di andare in onda faceva discorsi sull’importanza del parlare in milanese e di come: “Da Roma in giù nessuno conosca l’Italiano”. Dopo Beruschi c’è un Prete e dopo un Prete c’è L’ Esperta di Chat. Io sono dietro le telecamere, in quell’antro malefico in cui si nascondono autori, autrici e soprattutto assistenti di studio e truccatrici. Uno in particolare tormenta le suddette tali con battute di bassa lega: “Mi fai vedere i tuoi bon bon” ed anche : “Io e mi moje ce potremmo trasferì vicino a te e tu marito così mentre loro giocano alla playstation, noi…”. Intanto L’Esperta Di Chat parla. Le domande sembrano prese da un articolo di giornale del ’96. Forse per chi guarda la tv sembreranno 2040. Un’assistente blatera insulti, Mirabella fa una battuta. Il televoto si chiude. Il settantanovepercentodegliitaliani vorrebbe mollare tutto. Gli altri no. Gli altri vogliono stare così. Simpatia vuole andare in un eremo con il prete e Selvaggia da appuntamento a domani. L’Esperta di Chat e S.S.P.M.O.E’ L. si avvicinano verso di me. Si parla, si scherza e si commenta. L’Enorme Donna Dai Capelli Bianche mi guarda, apre la bocca e poi mi fa: “Belle‘ste cose. So tornate de moda. Famme da legge che dicheno”. Guarda le mie spillette, si sofferma su quella dei Fuck. Lo fanno tutti. Al ritorno c’è un taxi. Il taxista non ha né i vetri oscurati né l’auricolare dentro l’orecchio. Il taxista ha un bambino che controlla le strade sul Tuttocittà, però. La balene ed il ventre, intanto, rimangono dove devono. Pinocchio e la fatina dalla maglietta con la motosega turchina vanno via… senza avere nemmeno incontrato Solange.postato da: colas | 17:48 | commenti (9) lunedì, giugno 28, 2004
postato da: colas | 18:43 | commenti (9) mercoledì, giugno 23, 2004 Solo Un Anno Fa (Per la Serie: Le Regole Sono Fatte Per Essere Violate) lunedì, giugno 23, 2003
2 o 3 Cose che so di questo blog: Questo blog non è un diario e se tutto va come deve andare non lo sarà mai... Questo blog non parla di me, argomento d'interesse pari ad un documentario sull'accoppiamento dei pinguini dell'Oklahoma... Questo blog non parla dei pinguini, mai scovati, dell' Oklahoma e delle loro pratiche sessuali... Questo blog parla di musica, cinema, libri e d'ogni altro genere di facezia che colpisca colui che si nasconde sotto lo pseudonimo "blog"... Questo blog è "rock and roll" quindi non prendetevela se ogni tanto usa male parole... Questo blog è "indietronico" quindi non prendetevela se ogni tanto apparirà snob e fine a se stesso, forse sta solo contando le proprie "spillette"... Questo blog è SHOEGAZER quindi non prendetevela se ogni tanto sparisce, anche i My Bloody Valentine sono spariti, ma non conosco nessuno che dopo dieci anni abbia perso la pazienza, o la speranza, nei loro confronti... Questo blog non ha link, ma solo perchè ancora non ho capito come si "fanno"... Questo blog non ha foto, ma solo perchè l'imperizia informatica di chi scrive è pari solo alla calvizia incipiente sulla testa di Silvio B(anana)... Questo blog è inutile, ma anche gli articoli della Soncini e Dawson's Creek lo sono, eppure... postato da: colas | 10:53 | commenti (35) giovedì, giugno 17, 2004 Into The White
uno due tre...paùsa
perchè serve fermarsi...poi magari si riparte.
ma intanto: stop!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! postato da: colas | 15:52 | commenti (21) domenica, giugno 13, 2004 Certo che... ...la camicia potevo almeno cambiarmela. Ed il prossimo che dice che sono fotogenico lo ammazzo (chissà se loro mi vorranno ancora??). (Grazie, manco troppo, a Beatroce e Cesare Ragazzi che hanno reso tutto questo possibile.) postato da: colas | 15:45 | commenti (9) venerdì, giugno 11, 2004
Io non voto Berlusconi perchè le ragazze fast food non mi sono mai piaciute. Io non voto Berlusconi perchè la "musica francese" mi ha sempre (quasi) rotto le palle. Io non voto Berlusconi perchè se il calcio era Zigo Zigoni e poi si è trasformato in Colombo (prima) e Gattuso (ora) è anche parecchio colpa sua. Io non voto Berlusconi perchè preferisco Il Partito Dell'Amore. Io non voto Berlusconi perchè Mediaset non trasmette più le repliche di Non E' La Rai. Io non voto Berlusconi perchè a Magnum P. I. ho sempre preferito Starsky & Hutch. Io non voto Berlusconi perchè Cesare Cadeo, Mike Buongiorno, Enzo Iacchetti, Davide Mengacci, Maurizio Mosca, Sandro Piccinini, Maurizio Costanzo, Platinette... Io non voto Berlusconi perchè non ha mai avuto "umiltè" ma aveva Arrigo Sacchi. Io non voto Berlusconi perchè non ho degli interessi multimiliardari da difendere. Io non voto Berlusconi e neanche Tony Blair (e Fassino). Io non voto Berlusconi perchè... ok non fare andare in tv BiagiSantoroLuttazzi, ma garantire: stipendio, soldi, fama e successo a Costantino Vitagliano mi sembra decisamente troppo. Io non voto Berlusconi perchè: "Tanto Chinaglia non passa al Frosinone" e neanche Kakà. IO NON VOTO BERLUSCONI!!!!!!!! postato da: colas | 16:35 | commenti (17) Dischi che Prima Non Mi Piacevano e che Poi... Invece... 1. CocoRosie - La Maison de Mon Reve ... cioè: non è mica poi troppo vero che non mi piaceva questo disco, diciamo che- sì... diciamolo- diciamo che - dai, dillo!- diciamo che mi stava un po' sul cazzo, ecco. L'ho detto. Mi dava fastidio vedere un buon disco di cantautorato americano preso, esaltato e sbattuto in copertina solo perchè a fare compagnia alle chitarre ed alle voci delle due signorine c'erano degli effettacci lo - fi che sembravano fatti usando il mitico "Telecomando Piatch" (si scriverà così, poi?... sticazzi) di Dj Albertino. Mi dava fastidio... poi capita che una mattina ti svegli, ti stropicci gli occhi e guardi fuori dalla finestra. Fuori c'è un sole che spacca le pietre, ma dentro no... dentro sei grigio e nuvoloso e non sai neanche perchè. Capita che prendi quel disco (sì, proprio quello delle chitarre acustiche, delle belle voci e degli effettacci del "Telecomando Piatch"), capita che lo metti nel lettore ed all'improvviso ti sembra di essere capitato di fronte la più bella delle cose belle possibili. Un po' come la voce di Jeff Tweedy che continua a ripetere: "Come with me...", ma tanto ormai lo sapete che io a Jeff Tweedy ci voglio bene. postato da: colas | 01:04 | commenti (9) mercoledì, giugno 09, 2004 Serpenti e Sonagli All'improvviso, così senza riflettere troppo, mi sono reso conto che avevo voglia di parlarti di un disco. Lo so, starai pensando che non c'è nulla di strano e di straordinario: succede spesso che io mi metta a parlare di musica, anche quando non dovrei. Come quella volta che nel bel mezzo di una cura canalare ho quasi staccato la mano al dentista. Tutto solo per dirgli che in radio stavano passando i Magnetic Fields. E sai cosa gliene sbatte, al mio dentista, dei Magnetic Fields??? Uno stramegaultràbenedetto cippardone, ecco. Ho voglia di parlarti di un disco, dicevo. Un disco che non è post, non è electro, non è punk, non è funk e neanche clash. Insomma: un disco che non ha nè prefissi e nè suffissi di sorta. Per quanto, a pensarci meglio, la magica parolina indie potrebbe starci bene. Anche qui. Ancora. Però (te l'ho già detto che: "Nella vita c'è sempre un però", vero?) ho bisogno di farti un appunto. Ho bisogno di dirti che se cerchi moda, tendenza e coolness questo è il posto sbagliato. Se cerchi quelle cosettine lì è meglio che stacchi e ti vai a fare un giro su un sito di una qualsiasi band emo (tanto sono tutte uguali: usano tutti la stessa cera per capelli, gli emo kids, dico...). Qui oggi si parla di deserto e di polvere, di stivali con la punta rovinata e di corde vocali bagnate dal bourbon. Qui oggi si parla di Stan Ridgway e del sole assassino della California. Mica di magliette della Carhart. Forse non te ne fregherà niente ma c'è questo disco qui che si chiama Snakebite, Blacktop Ballad & Fugitive Songs ed è una delle cose più belle capitate alle mie orecchie in questi giorni di fine primavera/inizio estate. Un disco necessario. Necessario per capire cosa significa la parola grandezza, se applicata alla musica. Necassario per gli arrangiamenti che sono quanto di più bello ed originale si possa pensare di ascoltare al giorno d'oggi. Ed è strano, molto strano, perchè stiamo parlando di un album che è classico in tutto e pur senza avera la benchè minima velleità di innovare, riesce lo stesso a suonare nuovo. Perchè dei testi così belli non li scrive nessuno, perchè nessuno ha la capacità di raccontare storie come quelle di Stan. Storie di America e di persone in fuga. Storie che sono racconti e sceneggiature complete di film immaginari (girati da Sam Peckinpah, magari). Storie che prendono per mano il suo autore e lo conducono nell'olimpo dei grandi narratori delle stelle e strisce. C'è da riempire il posto rimasto vuoto tra Bob Dylan e Johnny Cash... con Tom Waits appollaiato nel sedile di dietro intento nel dare delle improbabili indicazioni sulla strada da imboccare. I giorni delle Radio Mexicane sono finiti, poco importa...hai trovato la frequenza giusta per una nuova trasmissione da non abbandonare. Neanche se parte la pubblicità e devi andare in bagno. Ora immagino che ti starai chiedendo se serviva o meno tutta questa manfrina per parlare del disco di un vecchietto (vabbè: di un non giovanissimo), di cui importerà sì e no a dieci persone su tutta la superfice terrestre... ... immagino che no, non serviva, ma mi andava di farlo e l'ho fatto. E se non ti è venuta neanche un minimo di curiosità spero che almeno un sorriso (anche uno inoino) sia riuscito a strappartelo. Ora cosa facciamo? Non lo so. Intanto spengo la luce... click. postato da: colas | 18:27 | commenti (6) sabato, giugno 05, 2004 Ho sempre desiderato che... qualcuno mi chiedesse di stilare una classifica inutile, futile ed interessante solo per il sottoscritto ed altri quattro scoppiati come lui. Marco l'ha fatto, chiedendomi di mettere in fila le mie canzoni dei Pavement preferite... Un grazie ed una bambolina di Paolino Canè, ritratto mentre s'inginocchia sul campo del Foro Italico dopo un match di Coppa Davis, a lui ed al suo socio Pastore Carlo
postato da: colas | 22:48 | commenti (10) venerdì, giugno 04, 2004 Per la Serie: Momenti Belli Che Non Dovevo Perdere ed Invece... Stappate le valigie: i MiceCars che saremmo poi noi - cioè loro più me - porteranno i propri deretani e le loro quindici multipersonalità in Spagna, direzione Benicassim. Per non scontentare nessuno, i nostri si esibiranno anche a Roseto Degli Abruzzi all' interno del Soundlab Festival, in compagnia di Wire (!), Liars, Afterhours e gli amichetti GDM. Non avrei mai pensato di festeggiare brindando a Paracetamolo... I CAMPIONI DELL'ITALIA SIAMO NOI!!!! Update: una "finta Maradona" in faccia ai "piattoloni", alle "piattolone", a quelli che davanti: "Siete bravissimi" e poi dietro: "Non valgono nulla, sono derivativi", a quelli che: "Sono raccomandati" e " Degli sfigati che giocano a fare i dandy"... MICECARS BUMA YE'!!!!!!!!!!!!! postato da: colas | 08:43 | commenti (24) giovedì, giugno 03, 2004 Consequence Ieri sera ho visto qualche minuto di Fattoria: uno straordinario collegamento con la madre e gli amici di Danny Figlio di Zorba Quinn. Tra i luminari presenti al tavolo "nel giardino della villa di Rapahel", spiccavano i nomi di Giada&Patrizia De Blank, del Principe Giovanelli e soprattutto del presunto attore Kaspar K. Kapparoni (con questo sfarzo di K è come minimo il capo della "sorellenza gotika"). Pochi minuti dopo avevo la febbre a 39... e questa sera suonano i MiceCars postato da: colas | 11:10 | commenti (15) mercoledì, giugno 02, 2004 Piccolo Diario Catalano 33 e 1/3
Ore 02:18 Eccoci qua, tutti belli schierati con le nostre macchinette al collo in attesa che la porticina magica si apra e ci conduca ad un metro dal mito. La capo ufficio stampa del festival si ricorda di essere nata, cresciuta e vissuta in un paese che fino a pochi anni fa andava a braccetto e passava le domeniche a giocare a dama con la dittatura. Ti passa affianco ed urla che c'è tempo solo per tre canzoni, che poi dovrai sgombrare l'area sotto il palco e che dovrai anche farlo in fretta. "Per ogni agente della security violato saranno eliminati tre tra giornalisti e fotografi", il messaggio arriva forte e chiaro, la voglia di mandarla a quel paese anche, ma noi siamo qui per compiere un'impresa e decidiamo di fare buon viso a cattivo gioco. Bone Machine Ci siamo: la porta si apre proprio mentre Kim, Joey, David e FrankBlackFrancis salgono sul palco. Sorridono, tutti e quattro, guardano il pubblico e sorridono di nuovo. Kim prende la parola: "Hello...1,2,3,4" e finalmente si parte. I Pixies sono tornati e tu sei li a pochi metri da loro. Dovresti rimanere fermo, dovresti scattare delle foto ed invece salti e canti...poco professionale, lo so, ma è così che doveva essere. River Euphrates Ed allora ci pensi, pensi a tutte le volte che hai sognato questo momento e quelle in cui hai pensato che non sarebbe mai accaduto. Pensi ad Agosto 2001, Frank Black and The Catholics sul palco del Paradiso di Amsterdamm, tu ed una tua amica (costretta controvoglia) sotto e nella testa sempre il solito pensiero: "Si, OK...ma con la band era tutta un'altra storia". Something against you Già... tutta un'altra storia, pensi mentre ti rendi conto che il tempo sta per scadere e che fra poco il cerbero ispanico arriverà con il sorrisino di chi è più potente di te e può sbatterti fuori quando vuole. Monkey gone to heaven Ed invece non succede nulla, non arriva nessuno e si può restate per un'altra canzone...e che canzone! Andrea mi grida che è il mio momento, che sono a due passi dall'entrata sul palco e che secondo lui dovrei provare a salire su, magari mi riesce la foto della vita. Non salgo, ma scatto lo stesso: "If man is five..." I bleed U-mass, Velouria, Nº13 baby Ed eccoci qua: finalmente ci sei. Finalmente puoi cantare e saltellare come ti pare, senza che i fighettissimi colleghi spagnoli ti guardino male e con superiorità. Ora ci sei tu. Ci sei tu e ci sono i Pixies. Come quando avevi quindici anni ed ascoltavi Bossanova in cameretta, solo che questa volta hai lasciato la porta aperta e si sa: se non chiudi la gente, poi, entra. Eccome se entra. Gouge away, Subbacultcha, Caribou Ora si fa sul serio, i piedi quasi non toccano terra. Accanto a te è un vortice di mani,piedi,braccia e gambe che mulinano selvaggiamente. Un numero enorme di ugole che si danno da fare allo stesso modo, nello stesso posto ed alla stessa ora. Finalmente FrankBlackFrancis apre la bocca, le urla coprono le parole...ma è OK. Non siamo qui per perderci in chiacchiere. Siamo qui per la musica (un po' come Kate Hudson in Almoust Famous). Isla de Encanta Ora succede il putiferio, ora succede il putiferio, ora succede il putiferio...me lo ripeto e ci vedo giusto. Gli spagnoli impazziscono ed ora capisci veramente cosa voleva dire quella benedetta parolina che intasa i film di Almodovar. Ora lo sai cos'è la movida e sai anche che, grazie a dio, non ti serve bere un litro di calimocho per arrivare a capirlo. Broken Face, Debaser, Tame Kim Deal sfodera un sorriso, bellissimo, a quattrocentocinquantaquattro denti. Sulla sua presenza dolce e rassicurante spendiamo molte parole. Dall'altra parte il discolo cantantone decide che è ora di tirare su le maniche e che questo è il momento buono per urlare. Ti viene voglia di tirare fuori il tefonino e di buttare giù dal letto le persone che non sarebbero dovute mancare ed invece mancano. Quelle con cui ha parlato di Boston>Indie>4AD già dalla prima volta in cui gli sguardi si sono incrociati. Quelle che forse in Spagna ci andranno per altri motivi, quelle che non potranno andarci neanche allora, Insomma: quelle. In Heaven/Wave of Mutilation (UK Surf) La quiete dopo la tempesta, pochi attimi di pace in realtà tutt'altro che rilassanti. Questa volta si sussurra, ma non si sta fermi. Non ci si riesce neanche se si prova a piantare un'ancora per terra. Neanche se infili i piedi in un blocco di cemento da due quintali. Nimrod's son, Here comes your man, Vamos Where Is My Mind? I miei vicini di non respiro si divertono a mimare un combattimento stile Brad Pitt ed Edward Norton, il resto della gente è impegnata con il celebre: "Uh Uhuuuuuuu". Pensi che questo è il posto giusto per davvero. Pensi che non vuoi tornare più, che tanto non troverai niente più bello di questo. Pensi che nel tuo paese la radio probabilmente starà passando una canzone di Nada cantata da Cristina Plevani. Pensi che qui stanno passando questo concerto, pensi... Gigantic Nel frattempo è successo di tutto. Nel frattempo ci sono stati dieciminutidieci di applausi. Vedevi i sorrisi imbrazzati della band che non riusciva ad abbandonare il palco e quelli ebeti di chi come te ha aspettato questo momento per anni. Vedi le luci che si riaccendono, questione di attimi e quello che senti è già la canzone che speravi. La gente intorno si scambia la saliva. Tu ti guardi in giro cercando un paio di occhi che non avrebbero voluto perdersi niente di tutto questo. Non li trovi, ma sai che ci sono. Hey, Into The White
postato da: colas | 02:05 | commenti (7) |