[L'Arte di Guardarsi le Scarpe]
www.indiessolvenza.blogspot.com
 

sabato, luglio 02, 2005

Liveotto/Biscotto (la fredda cronaca in tempo reale - post in progress)
 
Quando ero adolescente c'era il Concertone del Primo Maggio a Piazza San Giovanni.
OK, c'è ancora.
Ma quando ero adolescente il Concerto del Primo Maggio era un evento. Un evento vero.
Ci si incominciava a preparare una settimana prima, si cercavano treni e passaggi in macchina dagli amici più grandi, e soprattutto ci si rivestiva di un'aura mistica che per qualche giorno ci dava l'illusione di essere dei veri militanti politici e vecchi leoni navigati, esperti di raduni rock, che hanno visto tutto e non si lasciano stupire più da niente.
Anche se hanno mamma-e-papà che li aspettano dall'altro lato della piazza.
Anche se di bandiere rosse e cheguevari non fregava poi nulla.
O se fregava, non fregava mica tanto.
Fregava di sfiorare con mano la trasgressione.
O quello che noi s'intendeva per.
Fregava di stare qualche ora avvinghiato a ragazze più grandi e dalle tette che sfidavano la legge di gravità.
Fregava di bere vino e della musica. Parlo per me.

Probabilmente è così per i ragazzetti e ragazzette che in questo momento stanno sfidando caldo e cast imbarazzante (quello italiano), solo per prendere parte ad un evento che forse (sicuramente) non cambierà la storia, ma farà passare loro qualche  ora allegra in mezzo ad una moltitudine che per una volta tanto sei contento di definire noi, ma di cui alla fine puoi anche fare a meno.
 
Io il LiveOtto (come lo chiamano i conduttori italici di Mamma Rai), lo vedo dal divano di casa.
La mia coscienza politica si sente un po' in colpa.
I miei piedi sono felicissimi.
Ed io ci tengo ai miei piedi (anche alla mia coscienza poltica, e forse è per questo che...).
 
Il primo a salire sul palco del Circo Massimo, presentato da Fiorello (perché noi italiani abbiamo sempre bisogno di quel tocco di televisività che non guasta), è Francesco De Gregori.
Accompagnato da una band che suona come i Bon Jovi alle prese con canzoni di Bob Dylan, inizia con L'agnello di Dio (mah) e prosegue con una versione da brivido di una canzone da brivido (La donna cannone) e chiude con una La storia siamo noi, cantata come al solito storpiando la metrica fino all'inverosimile, trasformandola in una nenia insopportabile.
 
Tempo di far fare una gaffe al buon Giovanni Floris e alla sfigolosa Flavia Cercato ed è già tempo di volare a Londra, dove Paul Mc Cartney e gli U2 danno inizio a quello che è il vero evento.
 
I due Paul (quello buono e quello Bono), cantano insieme Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, mentre sui led dietro di loro vengono proiettate delle versioni aggiornate della copertina del suddetto disco, con Zinedine Zidane, Madonna ed un messianico John Lennon al centro della scena.
Durante il pezzo fa capolino una sezione fiati mascherata da Beatles che furono. Vabbè.
Macca lascia il palco e gli U2 attaccano Beautiful Day ed un pezzettino di Blackbird. Quella Blackbird.  Quella dei Beatles.
Tanto per non far abbassare l'alto tasso trash della cosa, dal palco vengono liberate una dozzina di colombe bianche della pace.
Bono grida "Hello, hello, hola, hola" e gli Un-dos-tres-catorci suonano Vertigo.
Tirata e molto meglio che su disco.
Bono ci regala il pistolotto di ordinanza e poi arriva l'immancabile One.
Bella versione. Parecchio.
Poi pensano bene di attaccarci Unchained Melody, quella di Ghost e del vaso per capirci, ma la Rai manda la pubblicità dopo mezz'accordo.
Evvabbè. Grazie mille signor Rai.
 
Dopo la pubblicità:
Zucchero suona la sua cover dei Korgis (Indaco di quella roba là), Overdose d'amore e gentilmente e velocemente si leva dalle balle.
Floris e Cercato fanno qualche gaffe, vengono colti spesso in fallo dalle telecamere e passano la linea a Londra.
Coldplay e Richard Ashcroft eseguono insieme Bittersweet Symphony, ma noi poveri cristi ne sentiamo meno della metà
Che alla Rai hanno deciso che è il momento dei pistolotti.
Fix You però ce la fanno ascoltare tutta. Bella versione. Chris cocco di casa Gwyneth si esibisce in quello che simpaticamente viene definito "pompino di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" e la palla torna in Italia, ché ci sono i Duran Duran.
Le Bon e il suo collo di dimensioni pappalardiane stonano come al solito.
La "sono qui per caso" Cercato parla di Ordinary World come di una delle più belle canzoni degli anni ottanta.
Peccato sia del decennio successivo.
A metà di Save a Prayer, i Duran vengono archiviati (e grazie) e si corre di nuovo a Londra dove Elton John esegue alcuni dei suoi classici.
Una splendida figura di merda dell'interprete italiano ("A giorni andrò a Edimburgo per incontrare il grande rocker Marc Bolan", morto ovviamente da tempo immemore. Ovvio che Elton aveva detto tutt'altro) fa da introduzione al duetto tra due dei personaggi meglio vestiti nella storia dei personaggi vestiti alla cazzo: il mitico Elton e Pete Doherty.
Oh yes, proprio lui.
Il nostro marcio preferito.
La canzone da maltrattare è Children Of the Revolution, del suddetto Bolan e dei T.Rex.
Loro eseguono il compito alla perfezione e fanno del loro peggio per rovinarla.
Il trucco di Pete Doherty è una via di mezzo tra la borsite e l'occhio nero da rissa.
Conoscendo il personaggio non ho dubbi che sia più plausibile la seconda ipotesi.
Ancora veloce: altre dimostrazioni di incapacità ( o semplicemente di pessima organizzazione) del duo conduttorio, Elisa che esegue il suo nuovo singolo e Dido in duetto con Youssou N'Dour.
Poi tocca ad altri cento "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" , a Bill Gates massacrato giustamente da Padre Alex Zanotelli, alla Rai che censura Zanotelli e piuttosto che farlo parlare preferisce mandare l'ennesima carrettata di pubblicità (tutta a carattere alimentare, alla faccia dei poveri e dell'Africa), e di nuovo un altro scampolo di Dido-Youssou (Seven Seconds).
Voci di corridoio arrivate via sms dicono che i Duran si sono rifiutati di fare un duetto con la Pausini.
Passano pochi minuti ed anche alla Rai dicono la stessa cosa. In maniera più carina e diplomatica. Ché la forma conta.
Perdio.
Arriva una notizia Ansa: Pino Daniele ha abbandonato il concertone in polemica con i media e lo strapotere degli inglesi.
Probabilmente ha saputo che non l'avrebbero passato in tv, magari per far spazio alla reunion dei Pink Floyd.
Benedetta solidarietà.
 
Alla tv di stato della musica non frega un cazzo, e presumibilmente neanche di confezionare un programma decente.
Fiumi di parole e di tempi morti coprono tutte le esibizioni.
Dopo 10 secondi di Gemelli DiVersi (che in un certo senso è come se Costantino partecipasse ad un convegno sulla figura della donna), venti di Negramaro (quelli che sono indie perchè hanno le magliettine a righe) ed un mezzo minuto di Green Day, a Londra salgono gli R.E.M.
Che come al solito sono belli come il sole e danno breve ma intensa dimostrazione di "how they do it".
La scaletta è festivaliera (hit dopo hit... Imitation of Life, Everybody Hurts e Man On the Moon) ed è giusto così.
Michael Stipe non rinuncia al trucco sugli occhi che fa tanto mascherina da porno amatoriale, ma non fa proclami e rispamia perfino "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" . O almeno così sembra guardando lo show attraverso la meravigliosa regia italica.
Floris si rammarica: voleva Losing My Religion.
Ormai non si capisce più niente: piuttosto che far sentire cosa accade in diretta in Italia e negli altri palchi, si preferisce far ascoltare una dimenticabile cover di Redamption Song fatta da Miss Dynamitee, vestita come Miriam Makeba ed in compagnia di un rapper tanto anonimo quanto inutile.
A Londra ci sarebbero i Keane.
In italia...boh.
In tv: la pubblicità. Di nuovo.
Automobili, Adriane Lime, Cristian De Sichi e il Cucciolone.
Cancella il debito.
Cancella il debito.
 
Al rientro il debito rimane ed i Keane suonano.
Il cantante si candida seriamente al ruolo di cicciambombo cannoniere con tre buchi nel sedere che fu di Gary Barlow ai tempi, gloriosi, dei Take That.
Flavia Cercato ha giusto il tempo di ripetere la  parola "liveotto" per la settecento milionesima volta, e Floris si lamenta chiedendo lumi sui Keane ed interrogandosi su quando arriveranno i veri big.
Già: U2, R.E.M., Coldplay e Mc Cartney non sono abbastanza per Giovannone nostro.
Ho la strana sensazione che la sua idea di ospite di lusso sia riconducibile a Fiorella Mannoia.
Spero di sbagliarmi.
Spero.
 
A Roma ci sono i Planet Funk, il nuovo cantante è un disastro, ma la gente sembra gradire. Che poi la gente sia poca e il concerto romano per ora sembra più un flop che altro, è un discorso che non conviene affrontare.
Hanno appena annunciato una sorpresa: un duetto tra Max Pezzalli ed una star di cui non si conosce nome.
Qui si scommette su Jovanotti.
Oppure sul ritorno di Repetto. Magari.
Geldof, vestito di bianco (forse per abituarsi al ruolo di Papa che conquisterà fra qualche anno), con Philadelphia e con Will Smith. Il quale inizia un gioco di rimbalzi da una piazza all'altra che piuttosto che ottenere l'effetto sperato finisce per far guadagnare credibilità alla regia italiana.
Non è la nostra ad essere orribile.
E' proprio la regia dell'evento in generale.
Dopo il gioco dei saluti, si lascia andare ad un pistolotto piuttosto condivisibile (ma sempre pistolotto) e lancia i Travis.
Allegri e champagnosi come al solito.
In Italia invece ci sono Le Vibrazioni, con il loro look da tamarri di periferia, ma d'epoca.
Tipo quei tamarri che giravano in Due Cavalli, avevano l'adesivo "del vagabondo" sul lunotto posteriore, le sigarette arrotolate nella manica della camicia (a fiori, o a fantasia...fate voi) e il pacco di "Settebello" che esce dalla tasca di dietro.
Nel frattempo: su Internet è possibile vedere il Live8 nella sua interezza in streaming e senza regie assassine e conduttori sfigati (qua); il presenzialista con toupè, fa la sua cronaca internazionale di là. Qui si rimane fedeli alla Rai, che nel frattempo sta oscurando i Black Eyed Peas e per questo ci sta più simpatica.
Ed ora, la sorpresa: Papa Bob I riesuma il cadavere dei Boomtown Rats e canta (malamente) I'don't Like Mondays.
Fa una strana pausa prima dell'ultima strofa, alza il pugno chiuso al cielo, sta per rincominciare quando la Rai passa sopra tutto e tutti come un carroarmato per far sentire Andrea Bocelli alle prese con O'Surdato Innamurato.
Per la serie: italiano, spaghetti, mamma, mafia, mandolino, oi vita oi vita mia o'core o chisso core si stato u primm'ammore e o primm'e l'ultimo sarai per me. Ue!
Interrompiamo l'Andreone nazionale per prendere la linea che ci viene data dallo studio di Macerada, mente il co-presenzialista con toupè ci tira in causa, la mia regassa si fa sorprendere disattenta e con le mani sui fianchi.
Come la Cercato (d'altronde è una tv star anche lei).
Io, come Floris, guardo il Girolami dall'alto dei miei occhialetti e rispondo: "Questo è il vero problema. Pajata e anduja per tutti. Dobbiamo dirlo anche a Bono".
Da Londra, Brad Pitt è ansioso di mostrare il suo nuovo taglio di capelli.
Secondo voci di corridoio,  pare che Papa Bob I avrebbe tentato di convincerlo ad accoppiarsi con la sua dama Bentivoglio Angelina Jolie, solo per dare attenzione "alla causa".
Al rifiuto di quest'ultimo pare sia stato contattato anche Tom Cruise.
Resta da vedere se si presenterà con Joey Potter, o direttamente con Dawson.
Mentre inquadrano il maxi schermo e le aste di una batteria sguarnita, Annie Lennox riesce a farci ascoltare una canzone per intero, cosa che non succedeva da ore..
Poi arriva Bon Jovi, rovinando tutto e strappando alle Vibrazioni l'oscar della zarragine.
Ancora un salto temporale inspiegabile e c'è ancora Annie Lennox e Sweet Dreams.
Trenta secondi e di nuovo Bongiovanni.
E' la vita. Dice.
 
Su Rai Tre va in onda il Tg.
Dopo aver ammirato la conduttrice Giovanna Botteri conciata come Annie Lennox, tanto per dare una continuità con il programma principale, mi sposto anche io a guardare il Live8 su Internet.
In questo momento Brian Wilson sta eseguendo Good Vibrations. E questa è cosa buona giusta.
Peccato abbia lo sguardo di un serial killer alle prese con un dialogo tra le sue quindici multipersonalità.
A Toronto, gli A Simple Plan dimostrano di non sapere come si scrive una canzone, ma sono emo- sensibili-carini e biondini.
Per cui tutt'ok, tutt'apposto.
A Philadelphia c'è Kanye West. Yo!
Pochi minuti fa è stato il turno delle Destiny's Child.
Vedere Beyoncè fare tanto sfoggio delle sue carni nella terra che ha dato il nome al formagio ultra light e alla giapponesina Kaori è un ossimoro troppo divertente per fare finta di nulla.
A Roma, l'infiltrata Meg e Zabbaione Federico duettano su Nessuna Certezza, poi Zabbaione da solo (con la sua gang) ed un filtro sulla voce che rende indistinguibile la voce dal rumore che fa il mio frigorifero, esegue E' Necessario.
Mi mancano Floris e la Cercato.
Lo ammetto.
A Londra c'è Snoop Dogg e incita la gente a fare: "Un po' di cazzo di casino".
E la gente lo fa.
Bruce Cockburn è ancora vivo.
Fa piacere scoprirlo così.
 
A Parigi sta suonando il tennista Noah e la sua band.
E' un po' come sentire Aphex Twin suonare un pezzo di Tiziano Ferro in un suo live/dj set.
Postmoderno.
 Vengo a sapere che l'attesissima performance di Pezzali è ormai cosa passata. E dopo un Britti solo per canotta e chitarra è il turno dei Razorlight da Londra.
La pianta di marijuana che hanno portato sul palco ha più personalità di tutta la band messa insieme.
In realtà l'esibizione è più che convincente.
Dopo di loro tocca a Madonna.
Floris e Flaviona, appena ritornati, si sono fatti cogliere in fallo dalle telecamere mentre si accordavano sulle cose da dire.
I Coldplay sono sbarcati a Philadelphia e stanno suonando In My  Place. La faccia di Chris Martin ha l'eloquente espressione del "Ma chi cazzo me l'ha fatto pare", ma lui è giovane, carino e partecipativo.
Insomma: ha voluto la bicicletta e mo' pedala!
 
Papa Bob I riprende la parola e ci mostra un filmato (con i Cars in sottofondo). Il filmato è toccante e Papa Bob I ne approfitta per sparare un pistolotto.
Data l'assenza di altri artisti disposti a fare "pompini di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" , decide di farsene uno da solo invitando due ragazzi africani, salvati dal loro triste destino proprio grazie ai soldi di Live Aid!
Ed ora: Madonna!
Vestito mascolino bianco, un coro numeroso quanto la curva nord al derby e i musicisti vestiti uguali a lei.
Like a Prayer riesce a cantarla addirittura decentemente,
Stai a vedere che Papa Bob I ha fatto il miracolo!
Nel frattempo a Roma c'è Cremonini. Canta Padre, madre e si esibisce nel "pompino di ordinanza alla figura eroica e senza compromessi di Bob Geldof" e dato che c'è ci butta dentro anche Freddie Mercury. E te pareva.
 
Su Internet un messaggio inquietante:
"A HA up next in Berlin." Aiuto.
 
Floris ce l'ha fatta: sta intervistando la Mannoia
Proposta: è possibile abolire il debito per i paesi del terzo mondo ed allo stesso tempo abolire il botox dalla faccia di Baglioni Claudio?
Ma che mani ha Piero Peluche??? (e a Londra ci sono gli Snow Patrol).
Secondo indiscrezioni: Floris è riuscito ad ottenere il numero della Mannoia.
Evvai!
A parigi c'è Calogero...miiiiii!
 
Durante la pausa (la mia per la cena... ammetto che sto pensando di mollare, ma questo esperimento sociologico su me stesso m'interessa portarlo avanti) si sono esibiti Biagio Antonacci (ha stonato e fatto pistolotti, esattamente come nella norma dei Live Aid 8), i Killers (mamma, guarda, è arrivato il camion dei gelati), Joss Stone (che è troppo bella, scusate ma lo dovevo dire).
Finalmente ha cantato anche la Mannoia. Tutte cover.
Idea per il prossimo live qualcosa: Papa Bob I potrebbe risparmiare sul catering chiamando, invece di 70 artisti per nazione, solo Fiorella Mannoia e lasciarle eseguire 70 cover.
Memorabile quella di Clandestino di Manu Chao. Memorabile come un calcio nelle balle.
A Philadelphia Jay Z e i Linkin' Park massacrano l'hip hop ed il rock. Più che altro il cantantino magro e tatuato della band è veramente insopportabile.
 
E'il momento del Liga. Suona Non è tempo per noi e Urlando Contro Il Cielo. Tra un pezzo e l'altro si lancia in uno sproloquio che magari era un sacco intelligente, ma io proprio non l'ho capito.
Cioè non ho capito proprio cosa diceva, diciamo che alle mie orecchie sembrava un po' il biascichio di ubriaco a cui hanno rubato la bottiglia di Barolo proprio prima di salire sul palco.
Contro il Zelooo oh oh.
Ed ecco il momento topico: fa due accordi e la gente urla. Arrivano Peluche e Jovanotti.
Pelù si esibisce nel suo celebre : "Oooohaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa" e Jovanotti fa la faccia contrita.
Ci siamo: Il mio nome è mai più.
Mai più. E' una speranza.
 
In contemporanea a Londra ci sono i Velvet Revolver, a guardarli così di primo acchito sembra che Scott Weiland si sia iniettato quantità di eroina pari al numero delle cifre del debito da fare estinguere. A suo modo un atto di protesta.
 
Intanto: pare che a Berlino stiano per esibirsi i Roxy Music. Ma i Roxy Music, Roxy Music o quelli che li imitano nel programma di Teocoli?
Nel frattempo la Rai continua a mandare concerti avvenuti ore fa e a spacciarli come in diretta.
Prima Craig David ed ora Celine Dion.
Al Circo Massimo arriva anche Jovanotti. Cioè, c'era da prima ma adesso suona anche lui.
L'inizio del suo set è un'improvvisazione/pezzo nuovo/Una tribù che balla molto convicente e rappusa.
In un contesto del genere, nostro signore dei pistolotti non può non trovarsi a suo agio.
Infatti Jovanotti, parla e parla e parla. Si lancia tra la folla come un invasato (grande entertainer, non c'è che dire) e in piena trance agonistica si fa passare una bandiera dell'Irlanda che molla appena si rende conto del misfatto.
Durante L'Ombelico del mondo, la Rai stacca e cede la linea in Inghilterra.
 
A Sting, per la precisione.
Dopo Message in a Bottle tocca alla pubblicità. Milioni di italiani saranno stati contenti di sapere che dopo Adriana, anche Diego ha perso la sua verginità orale (no, non quella),
Parla anche lui come un demente. Interessa?
Sting nel frattempo suona Driven To  Tears ed attacca Every Breath To Take.
Sullo schermo scorrono inquietanti i volti dei leader del G8. Berlusconi è l'unico con la didascalia del nome.
E la foto è chiaramente pre-trapianto. Ho la strana sensazione che Sting sarà costretto a vendere la villa in Toscana.
Le parole di Every Breath You  Take sono state cambiate per l'occasione. L'effetto è un po' triste. Un po' come quando si sente cantare in chiesa Blowin' in The Wind. Tradotta in italiano.
Laura Pausini si conferma Laura Pausini.
Alicia Keys (recuperata nel pomeriggio di Philadelphia) è come al solito vestita di merda.
Ma canta divinamente. Ed annoia. Come al solito.
 
Mentre  lo streaming mi smette di funzionare, Flavietta Cercato (incazzata nera), annuncia il duetto Baglioni-Pausini.
Mille Giorni di Te e di Me.
E'impressionante vedere Baglioni seduto al pianoforte, conciato come uno qualsiasi dei tipi nerboruti e finti giovani che passano le giornate sulla spiaggia di Capo Cotta.
Pochi minuti dopo è il turno (a Londra) di Robbie Williams.
Introdotto da Beckham, si lascia andare con la cover di We Will Rock You dei Queen, arrivando inconsapevolmente secondo. Dietro il nostro Cremonini.
 Let Me Entertain You è la classica canzone per far ridestare il pubblico tediato da troppe ore di musica.
Ovviamente Bobby si sbatte e cerca di dare il meglio.
Per una volta sembra riuscire a cantare bene anche lui. Altro miracolo di Papa Bob I?
 
 I Maroon 5 hanno proposto una cover ciellina di Rockin In a Free World di Neil Young.
Floris è ufficialmente scappato con la Mannoia!
Zucchero è arrivato a Parigi. Sano e salvo.
 
 I due Who sopravvissuti spaccano. Anche se mettono tristezza.
Who Are You è ormai la sigla di C.S.I. ma sti cazzi.
Sembrano più giovani di tutto il cast italiano messo insieme.
Ecco. L'ho detto!
A Roma, invece c'è Renatino.
Lo vedo muto sullo schermo. Il volume è tutto per il duo Roger/Pete (che fa "il mulinello" anche a sessant'anni suonati ed è lo stesso un figo).
Immagino comunque che I Sorcini siano in visibilio.
Arriva un sms dalla sala stampa ed uno dal backstage, tutti e due dicono la stessa cosa: "Dal vivo è una cagata peggio che in televisione".
Una mia amica sostiene che il cast del Live8 romano sia stato messo su solo per deprimere il pubblico.
 
IO STO MORENDO. E' UFFICIALE
.
La Pausini piazza la doppietta dei duetti. Ora anche con Renato Zero, ma a Parigi ci sono i Cure. Con la nuova formazione a quattro.
Per cui: chissenestrafotte.
 
Il duo novembre è  diventato un terzetto. Ora c'è anche Baglioni!
 
La Rai ignora i palchi esteri (ed hanno clamorosamente bucato Baba O'Riley degli Who). Peccato, il set dei Cure sembra molto bello e teso, ma le chiappone di Mariah Carey riempono gli schermi italici. In differita.
 
E' il momento: fra pochissimo "i fottuti Pink Floyd!"
 
Questa reunion ha dell'incredibile: fino ad un mese fa, i vari Gilmour, Mason, Write e Waters non facevano altro che insultarsi.
Probabilmente lo fanno ancora. Ma tant'è: sono sullo stesso palco, suonano Breathe e non si mettono le mani in faccia.
Suonano Money e non si mettono le mani in faccia.
Certo, neanche si guardano. Ma che ci volete fare.
E' curioso notare come con il passare degli anni Roger Waters sia passato dal ruolo di dittatore/bruttone/complessato a quello di dittatore/sosia di Richard Gere/complessato. Gilmour c'ha preso gusto e dispensa un assolo dopo l'altro.
Non sono il mio gruppo preferito (anzi, sono quasi totalmente l'opposto) ma bisogna ammettere che c'è più anima nella loro performance che in altre in teoria molto più fresche e attuali.
 
Ora tutti si chiederanno se questo è l'inizio di un qualcosa, oppure un episodio isolato. Io mi chiedo solo chi ha menato chi quando si sono incontrati per fare le prove. Perchè statene sicuri, qualcuno ha menato qualcun'altro. Ci scommetto.
Fanno Wish You Where Here come se fossero in spiaggia davanti al falò. La cantano in duetto Gilmour e Waters. Il secondo piuttosto a fatica, a dire il vero.
Prima del pezzo ha blaterato qualcosa, ma ammetto di essere riuscito a capire poco. Tranne la dedica alle "persone che non sono qui". For Syd.
 
A Toronto, alla stessa ora (anche se con un fuso orario diverso) i Motley Cure stavano suonando Dr. Feelgood.
Tommy Lee era a torso nudo e con la cravatta.
Un lord. Come al solito.
 A Londra: Comfortably Numb.
A Roma: Noa, la cantante. Questa volta.
I Pink Floyd si abbracciano e salutano.
Senza accoltellarsi dietro la schiena. Questa è la vera notizia.
A Philadelphia è appena salito Stevie Wonder.
L'hanno preso direttamente da casa. Altrimenti non vedo altro motivo per essersi presentato in pubblico in camicia da notte.
Dedica lo show a Luther Vandross. Scomparso da pochissime ore.
Quello che sta cantando Higer Ground con lui è Rob Thomas. Il fidanzatino di Tom Cruise (pare), in pratica.
Domanda:  ma non sembra un po' la versione di colore e con i dreadlocks di Homer Simpson (Stevie, non Rob)?
 
A Londra si sta avvicinando la fine della kermesse (Mike Bongiorno rules).
Sir Paul fa i complimenti al pubblico ed incomincia a rockeggiare.
Get Back . Voglio vedere Neil Young a Toronto!
 
George Michael duetta con Mc Cartney. Bippìbippìyeah!
 
Evvabbè: Helter Skelter è sempre un pezzo incredibile.
Molto più rock and roll dei Razorlight. Cazzo!
 
Venditti canta. Secondo me non l'ha visto neanche suo figlio.
 
The Long and Winding Road è la fine decretata. Durante la parte conclusiva del pezzo salgono su tutti gli ospiti del Live8 inglese e cantano a squarciagola Hey Jude.
Papa Bob I ha la faccia di quello che è entrato negli ultimi dieci minuti della finale dei mondiali ed ha fatto tre goal.
Il suo sorriso gongolante dice più di mille parole.
Floris (la Cercato nel frattempo è stata gambizzata e rinchiusa in uno sgabuzzino, da lì dovrà presentare la differita dei momenti impossibili da far vedere in diretta), chiude la trasmissione con un pistolotto dei suoi.
Santi subito! Lui e Bob.
E pure Flavia.

Io vado a dormire.
 
 (disclaimer-r-r-r-r-r-r-r-r: questo blog rimane chiuso. Questo no.)

postato da: colas | 16:03 | commenti (45)

giovedì, aprile 28, 2005

Torno

... ma vado.

In dissolvenza.

 

 

postato da: colas | 00:23 | commenti (8)

lunedì, aprile 11, 2005

Intanto...

Nè gli amori, nè i cavalieri, nè le armi... i libri, i dischi e quant'altro.

Sono queste le vere soddisfazioni.

Bella fratè!

(ancora non scendo)

postato da: colas | 14:46 | commenti (9)

giovedì, aprile 07, 2005

...

in sospensione. Come nel basket.

Ancora per un po'.

postato da: colas | 16:53 | commenti (7)

lunedì, gennaio 31, 2005

Vi Saluto Con L'Altra Mano

(Se siete sopravvisuti alla separazione tra Aida e Dj Francesco, sopravviverete anche a questo)

One, two, three
Questi sono i titoli di testa.

I titoli di testa di un film che inizia come una canzone punk: c'è il cantante con un tamburello nella mano sinistra, con l'altra tiene fermo il microfono.

Urla e conta il tre. Le due cose vanno di pari passo.

All the people are dancing
And they’re having such fun
I wish it could happen to me

La scena successiva avviene in casa. Probabilmente il mattino dopo.

C'è lo stesso cantante di prima, solo che adesso non urla, non tiene in mano un microfono e non conta fino a tre. Mica è sempre così facile contare fino a tre.

Fa colazione e legge il giornale, con lo sguardo spento che si ha sempre quando si fa colazione e si legge il giornale, la mattina seguente una notte in bianco.

Si regge la testa e pensa alle parole giuste da dire, a quelle cose che si tiene dentro da un po' e che forse è arrivato il momento di tirare fuori.  In casa c'è solo lui e la solitudine non aiuta il dialogo. Dice il saggio.

If you close the door
The night could last forever
Leave the wine-glass out
And drink a toast to never

Passa ancora un attimo e tutto diventa più chiaro. Nella testa gira fissa l'immagine di un ciclista, campione del mondo di surplace, che improvvisamente si alza sui pedali ed incomincia a correre. Velocissimo.

Lui non lo sa perchè corre, ma sente che è venuto il momento di farlo. Mentre scatta e tiene stretto il manubrio si guarda in dietro una prima volta, poi un'altra, non ci sono avversari. Non ci sono mai stati. Si corre sempre da soli. E' una delle prime cose che t'insegnano quando sei piccolo e dilettante. Ed anche se ogni tanto qualcuno pronto a tirarti la volata lo trovi , è per te che devi pensare. Solo per te.

Non c'è più appetito per la colazione. Meglio lasciar perdere.

I piatti accompagnati nel lavandino sbattono con altri piatti. Il rumore dell'acqua crea un effetto quasi musicale.

Un suono delicato ed allo stesso tempo caotico. Un suono che non ha niente a che vedere con armonia, melodia e quelle cose che si studiano al conservatorio pur essendone involontariamente pieno. Il fatto è che le cose involontarie funzionano sempre meglio di quelle che ti metti a pensare a tavolino. 

 Guarda il cuore, per esempio. Il cuore è involontario per definizione. E quello va bene. Nonostante tutto.

And if you close the door
The night could last forever
Leave the sunshine out
And say hello to never

Tutto d'un tratto ripensa alle cose che gli piacevano  e che ora non si ricorda quasi più. Le riviste di fumetti incastrati dentro il comodino, la passione per le storie dei pirati e per le storie in genere.

Quelle degli altri e quelle che avrebbe potuto inventare.

Non è mai facile raccontare le cose. Non importa il loro valore, la loro importanza e la loro rilevanza.

Il problema è che certe volte le storie prendono il sopravvento. Si accumulano, fanno gruppo, tendono ad appicarsi, diventano tante. Troppe.

Talmente tante che alla fine non sai più dove metterle. Ed in casa di spazio per un armadio nuovo non ce n'è.

Cause if you close the door
I’d never have to see the day again
I’d never have to see the day again, once more
I’d never have to see the day again

Lui pensa tutto questo e senza neanche rendersene conto si ritrova fuori. Non si porta dietro niente: nè soldi, nè vestiti e neanche il microfono e il tamburello.

Anche le chiavi le lascia dove sono. Sul tavolo vicino alla frutta. Proprio dove, storicamente, ci va la patente di Gloria.

La finesta la lascia aperta. Semmai gli venisse voglia di tornare.

Tom Waits racconta di essere stato partorito sul sedile posteriore di un taxi. Ovviamente non è la verità, ma è bello pensare che lo sia.

E' bello pensare che le storie, anche quelle più inverosimili, hanno sempre un senso e se qualcuno le ha raccontate così è perchè così devono andare.

Si dice che le cose belle prima o poi debbano finire. Quelle brutte anche. Almeno per un po'.

Questi sono i titoli di coda.

postato da: colas | 23:32 | commenti (30)

domenica, gennaio 30, 2005

 Tina Dancer 

( Una Proposta Seria per la G.A.D, o come diamine si chiama adesso)

Ora, io lo so che battere tante volte sullo stesso tasto non è da signori ed alla fine si finisce anche un po' per annoiare, però...

il mese di gennaio è stato senza dubbio vissuto nel nome di Tina Cipollari.

Basta guardare i referrer di questo blog per credere:

tina cipollari nuda125

tina cipollari tette15

"tina cipollari nuda"6

tina cipollari foto nuda5

tina cipollari sexy5

tette tina cipollari4

le tette di tina cipollari3

tina cipollari biografia3

foto tina cipollari nuda2

tina cipollari2

tina cipollari pictures2 
tina cipollari/nuda2

"tina cipollari"1 
"tina cipollari" nuda1 
"tina cipollari"matrimonio1

è uscita" "tina cipollari" "patrizia de blanck"1

bacio i piedi di tina cipollari1

biografia di tina cipollari1

calendario di tina cipollari1 
calendario tina cipollari1 
calendario tina cipollari nuda1

compleanno di tina cipollari1

de blanck cipollari1

eta' di tina cipollari1 
età tina cipollari1

foto di tina cipollari1 
foto di tina cipollari nuda1

foto tina cipollari sexy1 
foto+tina+cipollari1

foto sexy tina cipollari1

immagine tette tina cipollari1

e vi giuro che non finisce qui!

Ecco, io non capisco cosa ci sia di tanto attraente nell'immagine delle tette di Tina Cipollari, ma mi sembra evidente che la persona in questione stia attraversando un momento di incredibile popolarità.

Per cui propongo Tina Cipollari come nuovo leader del centrosinistra:

è vicina al popolo (d'altronde adesso come adesso è conosciuta per il ruolo di cameriera),

è antifascista (o almeno è anti  Patrizia de Blanck, la quale ha appena scoperto di essere nipote del Duce per cui...),

è amica di Maria De Filippi (ed in politica le amicizie importanti, si sa, contano),

e soprattutto possiede verbo e grinta da vendere (ve la immaginate a duello con Schifani sul divano di Porta a Porta...che spettacolo!).

La donna giusta nel posto giusto.

Altro che primarie!

Se la signora Tina non dovesse accettare, ho pronte le valide alternative:

bonolis capretta gay1

(Pensate che sfida all'ultimo sangue: Berlusconi contrapposto ad un animale gay e per giunta di proprietà di Bonolis... e poi c'è ancora qualcuno che si meraviglia di Vendola).

E se anche la capretta dovesse mancare di coraggio:

la merz e bazzani fanno sesso veramente1

spero almeno si faccia avanti il genio che ha scritto questa frase.

Ho un lavoro per lui.

postato da: colas | 19:28 | commenti (7)

venerdì, gennaio 28, 2005

 Sì, Ecco, Tanto Lo Sapete Già...Però...

Il fatto è che i R.E.M. vengono in Italia, cioè a Roma e, insomma...

 i R.E.M. a Roma, dopo dieci anni, cioè tipo che il dieci giugno i R.E.M. sono...infatti.

e lo so che stanno sempre qui e che ormai non è più come prima però,alla fine...allo Stadio Olimpico e poi, cazzo, I R.E.M. comunque meritano e oltretutto...sì.

 Vanno anche a Imola, OK, ma Roma è un'altra cosa e...

...insomma, capito.

No?

postato da: colas | 13:06 | commenti (21)

Reality Show

Domande da fare ai Low?

(più che altro una scusa per farvi scaricare questa canzone)

postato da: colas | 12:59 | commenti (1)

mercoledì, gennaio 26, 2005

L'Appartamento (V.F.22)

Ci sono posti che anche se non sono tuoi poco importa.
Posti che, fin dalla prima volta in cui ci hai messo dentro i piedi, hai capito che ti ci sarebbe voluto molto poco per sentirti a casa.
Posti in cui hai sempre saputo che saresti tornato ed ogni volta che lo hai fatto ti sei sentito meglio della precedente.

Le case sono come le persone: girando dentro in quelle degli altri puoi vedere come niente sia casuale.
Puoi vedere un cassetto pieno di medicine e renderti conto quanto questo sia uguale alla persona che in quel cassetto ce le ha messe.
Ché niente è lì per un motivo particolare, ma solo per il fatto che c'è vuol dire qualcosa.

Eccome se lo vuol dire.

E allora ti muovi e osservi: la pila dei CD, la mensola piena di libri e riviste. Il lettore DVD messo sotto al televisore che, sticazzi se non funziona, è sempre un bel vedere. E poi lo specchio pieno di cartoline e biglietti di concerti, il letto enorme ed allo stesso tempo piccolopiccolo il comodino pieno di peluche per ricordarti che non si cresce mai del tutto, la cucina e le sue credenze con dentro talmente tanta roba che neanche il borsone di Eta Beta, i ritratti dei gruppi brit pop che hai disegnato e appeso in soggiorno.

Tutto è dove dev'essere e ci rimarrà, nonostante gli scatoloni, i contratti da disdire e gli elettrodomestici da smontare.
Ci sono posti che, mentre ti tiri la porta dietro, sai che non rivedrai più.  Che cambieranno colori, odori e proprietà.


Posti che rimarranno sempre tuoi e che non dimenticherai.
Anche se tuoi per davvero non lo sono stati mai.

postato da: colas | 11:27 | commenti (23)

venerdì, gennaio 21, 2005

I Look Just Like Buddy Holly
Revisionismi: Weezer – Pinkerton (Geffen, 1997)

Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso...ecco il primo album degli Weezer.

Non possiede un vero nome (per i fan sarà noto come Blue Album, per tutti gli altri semplicemente Weezer) ed ha in copertina i membri del gruppo, fotografati su sfondo azzurro.

Talmente anonimi che a guardarli così, di primo acchito, sembrano capitati lì per caso.

E’ il millenovecentonovantaquattro e Rivers Cuomo, il protagonista di questa storia, non porta ancora gli occhiali. Li indosserà pochissimo tempo dopo, per apparire in un video ambientato all’interno di una puntata di Happy Days. Sì, proprio quell'Happy Days, quello di Fonzie, Richie Cunningham e della sorella "Sottiletta" (non chiedetemi il nome vero, non è importante).

Quel video (girato da Spike Jonze) e quella canzone (Buddy Holly) catapultano i nostri eroi in testa alle classifiche americane e nei milioni di software Windows '95 che Bill Gates e la sua cricca riescono a vendere in giro per il mondo.

Lo scrivono in molti, lo pensano altrettanti: andati in soffitta i Nirvana, il futuro del rock 'n' roll (il rock and roll che va in onda su MTV) è tutto nelle loro mani.

Ma non c’è niente da fare, la natura fa il suo corso e dopo l’estate c’è sempre l’autunno e dopo l’autunno, l’inverno:
dopo un lungo tour in giro per il mondo, Rivers Cuomo decide di mollare tutto e tornare all’università (Harvard, per la precisione). La ragione ufficiale è una sola: bisogno di una pausa di riflessione.
 Il motivo reale si chiama depressione. Nel frattempo il resto della band si disperde in vari side project (da riscoprire i Rentals di Sharp e Wilson, rispettivamente bassista e batterista degli Weezer), si ritrovano tutti insieme dopo quasi due anni con l’obiettivo di creare un nuovo album dai nastri casalinghi registrati dal leader cantante/chitarrista.

Di quelle lunghe session non sarà mai possibile conoscere il risultato, Cuomo butta via tutto e decide, con ritrovata verve creativa, di raccontare in un concept album tutto il suo periodo buio.

Pinkerton viene composto, registrato e mixato nell’arco di pochissime settimane. Esce nel millenovecentonovantasette ed è uno shock.

La leggerezza pop dell’esordio lascia spazio a toni più cupi e maturi, il blu della vecchia copertina viene sostituito da uno scurissimo dipinto raffigurante un paeseggio innevato: un piccolo villaggio alle pendici del monte Fuji. 
Se Weezer era un pomeriggio passato sulla spiaggia ad ingannare il tempo tra un giro di surf e l’altro, questo secondo disco è il temporale estivo che arriva di sorpresa e in un batter d’occhio spazza via tutto. Ambizioso fin dal nome preso in prestito da Madama Butterfly (Pinkerton è un ufficiale di marina dell’esercito americano che, dopo aver sposato la geisha Cio-Cio-San, l’abbandona incinta, per tornare nel proprio paese e riapparire in seguito con un’altra famiglia sulle spalle. Giusto in tempo per vedere la donna fare harakiri), l’album rappresenta un deciso passo della band verso l’indie rock di Pavement e Pixies e contiene alcune delle migliori composizioni di Rivers Cuomo e compari:
l’iniziale Tired Of Sex, El Scorcho (inno nerd per eccellenza), Pink Triangle (praticamente la versione in musica di ‘In Search of Amy’, terzo film di Kevin Smith) e la dolcissima (e tristissima) Butterfly.

Una serie di congiunzioni astrali sfavorevoli (problemi legali che rendono in disco semi-clandestino) e la scelta della band di non far uscire né singoli e né video relegano Pinkerton al ruolo di grande occasione persa. La popolarità conquistata con Buddy Holly diventa un ricordo lontano, MTV si dimentica degli Weezer fino a quando la casa discografica non impone loro di girare il video di The Good Life. Il rinnovato interesse dei media non tocca minimamente il gruppo, già sprofondato in una crisi che li terrà lontani dalle scene per i successivi quattro anni. Con il Green Album del duemilauno e con Maladroit dell’anno seguente, riassaporeranno il successo.

Ma c’è poco da fare: il loro punto più alto l’avevano già raggiunto. Si chiama Pinkerton. Anche se non se n’è accorto nessuno.

(Questo articolo uscirà, in versione remix, nel prossimo numero (lo zeroquattro) di quel simpatico giornalaccio noto con il nome di LosingToday. Agli Weezer faranno compagnia: Lou Barlow, Antony And The Johnson, Broken Social Scene, Omar A. Rodriguez Lopez, Jennifer Gentle, A Juniper Band, One Dimensional Man, Franklin Delano e Shout Out Louds... solo per parlare degli intervistati. Per il resto tanti speciali, un cd e piacevoli sorprese che troverete in edicola all'inizio di febbraio.  In regalo con le prime mille copie: le mutande di Tina Cipollari)

 

postato da: colas | 20:14 | commenti (17)

mercoledì, gennaio 19, 2005

Parabole Discendenti

Da "rivoluzionari della musica elettronica" a sottofondo per i servizi di costume de La Vita In Diretta (sul matrimonio della Merz e Bazzani, tra l'altro).
Signori e signori: i
Chemical Brothers!

Brrr....

postato da: colas | 18:18 | commenti (12)

martedì, gennaio 18, 2005

Certezza 


Indigena Booking
in collaborazione con
Link
presentano

SLINT
in concerto
ven.4 marzo
Link Bologna
Unica data italiana


A seguito della reunion come special curator dell'ATP festival - febbraio
2005 - gli SLINT saranno in giro tra America ed Europa per una manciata di concerti.
Indigena Booking è lieta di ospitare in Italia la band di Louisville.




www.indigenabooking.com
www.link.bo.it

postato da: colas | 14:43 | commenti (10)

lunedì, gennaio 17, 2005

Dieci Piccoli Segnali Che E' Arrivato Il Momento:

10 Non riesci ad ottimizzare il tuo blog per Firefox

9 Amici e conoscenti ti hanno tolto il link

8 Ogni volta che pensi la parola post ti riviene da pensare agli Slint

7 La tua ragazza fa vedere le cosce in un calendario e nella foto si vede chiaramente il pavimento sporco della tua stanza.

6 Improvvisamente è più cool non avere un blog che avercelo

5 Hai una connessione che va a "due sputi e mezzo"

4 Hai scritto talmente tante volte di R.E.M. e Pixies che ora non li sopporti più

3 Al settantesimo compleanno di tuo zio ti hanno chiesto cosa pensi de La Pizia

2  Rimpiangi i tempi in cui c'era Still Ill

1 Nell' ultima settimana quarantasette persone sono arrivate sul tuo blog cercando: "Tina Cipollari nuda".

* Però poi vedi che c'è uno, uno solo, che è arrivato fin qui cercando: "Elvis è ancora vivo" e ti viene la voglia di continuare

postato da: colas | 20:43 | commenti (14)

Misteri Della Fede

Per la serie:  infilare nel computer  Sodastream - Seaon On a Slope/Without My Echo (Homesleep Singles Club 6) e rendersi conto che iTunes lo legge come: Kelis - Tasty.

Mi sento come uno che ha appena visto un calciatore alzare il pugno chiuso verso la curva avversaria:
sorpreso (per non dire basito).

postato da: colas | 16:29 | commenti (4)

venerdì, gennaio 14, 2005

Piccolo Proverbio

Dice il  saggio:
"Il vero uomo è colui che, dovendo mettere  la cremina per il viso, pesca a caso nel beauty case (il vero uomo ha sempre un beauty case e si mette la cremina per il viso, non lo sapevate?) e finisce per spalmarsi il volto di vaselina".

postato da: colas | 22:19 | commenti (9)

giovedì, gennaio 13, 2005

 Scelte Di Campo

Su Repubblica di oggi (Giovedì Tredici Gennaio, pag . cinquant'uno)  è spiegata l'annosa questione sulla presenza di Kid Rock alla cerimonia d'insediamento della nuova amministrazione Bush.
Il volgarotto cantante di Detroit, passato alla storia più per essere stato mollato quasi sull'altare da Pamela Anderson che per il suo scialbo metal rap, è stato uno dei pochi cantanti a schierarsi a favore del presidente ex uscente di nuovo entrante.

In barba ai Vote For Change e ai Michael Moore, il nostro eroe (sarà sempre nel mio cuore per aver radunato le migliori pornostar su piazza nel video di Cowboy Baby, o come cazzo si chiama quella canzone) ha sostenuto la causa di Bush con estremo fervore ("L'America è diventata una potenza combattendo e deve continuare a combattere", questo, in sintesi, il suo pensiero) e dedizione.


Lecito quindi da parte sua aspettarsi, come segno di ringraziamento, l'invito ad esibirsi nella suddetta cerimonia.
Purtroppo non sarà così: i consulenti del Presidente hanno sconsigliato vivamente il buon Dabliù di legare la sua immagine a quella di uno zoticone qualunque. Uno che deve la sua fama per canzoni dai continui riferimenti al sesso orale e volgarità assortite.

Insomma: avere un presidente idiota e guerrafondaio è OK,  dare spazio ad un maniaco dei pompini è un offesa alla nazione.



Update: il posto che dovveva essere di Kid Rock, il 20 Gennaio sarà occupato da Andrea Bocelli. Forse in America non sono al corrente dei ripetuti messaggi satanici che si posso udire ascoltando al contrario Con Te Partirò.

postato da: colas | 20:49 | commenti (10)

mercoledì, gennaio 12, 2005

*VS*

Dopo Alì contro Foreman del settantaquattro, le infinite sfide tra Los Angeles Lakers e Boston Celtics negli anni ottanta, Hulk Hogan contro The Ultimate Warrior, Alien contro Predator e Simona SMS Ventura contro Stefano SMS Bettarini, un altro incontro storico sta per avere luogo:
Tina Cipollari contro Patrizia De Blanck*.

Sto parlando ovviamente del nuovo reality show di Rai Uno: Il RistoranteUn serio motivo per evitare di restare a casa il martedì sera ( se proprio dovete: noleggiatevi un DVD, anche un film con Massimo Boldi è meglio di questa ciofeca).


*In onore del tale che ogni mese arriva su questo blog cercando: "Tina Cipollari nuda" e consci del fatto che la suddetta parla in terza persona esattamente come Diego Armando Maradona, questo blog non si può esimere dal tifare per lei.

postato da: colas | 01:12 | commenti (9)

domenica, gennaio 09, 2005

Smorfia

Una sono poche.

Due sono troppe.

Tre sono le cose di cui vorrei scrivere, ma non ci riesco.

Quattro è una canzone di Bright Eyes che ascolto tutto il giorno.

Cinque è per il verso "When everything is lonely I can be my own best friend I'll get a coffee and the paper, have my own conversations I see the sidewalk and the pigeons and my window reflection The mask I polish in the evening, by the morning looks like shit".

Sei è perché avrei voluto scriverlo io.

Sette è per Catania.

Otto è per l'anno che inizia con Bjork.

Nove è per le monetine messe dietro l'elefante.

Dieci è per quello che dovrebbero significare.

Undici è "un sasso nella scarpa".

Dodici è il Pampero Aniversario.

Tredici porta fortuna.

Quattordici è Helicopter a squarcia gola.

Quindici è la memoria che è un "filo e capiddu".

Sedici è Pasolini.

Sedici più uno è scaramantico.

Diciotto è tu che cerchi casa.

Diciannove è l'estetista.

Venti è che non importa capire il perché sia  così, ma il fatto che è così perché così va bene.

Ventuno sono i pugni in tasca.

Ventidue è la testa che gira.

Ventitre è "By This River".

Ventiquattro sono le parole  che vorrei saper dire.

Venticinque sono i passi.

Ventisei è tu che citi il Capitano Kirk per parlare d'altro.

Ventisette è per le salite.

Ventotto è per le discese.

Ventinove è per un post che inizia con una citazione di Tiziano Ferro.

Trenta è uno che finisce così.

postato da: colas | 18:48 | commenti (25)

 Un Anno Così...

secondo Frittole.

Mi levo  il cappello, m'inchino e bacio i piedi: geniale!

postato da: colas | 13:52 | commenti (2)

giovedì, gennaio 06, 2005

 Balocchi e Carbone

La Befana vien di notte
co le scarpe tutte rotte
la tutina alla romana
in cui nasconde la katana
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con la sua spada tutta blù
La teste degli stronzi butta giù.
La Befana zitta zitta
si muove al buio e ne approfitta
di interiora ti riempie la calzina
Uma Thurman di mestiere:Befanina
(detto popolare)
 
In ritardo per fare gli auguri di un anno bello come una canzone di Elliott Smith e sexy come una dei The Kills, mi accontento di mettere nella calza un regalo speciale:
 
la canzone di  Natale dei MiceCars:

Party!Party!Party!

Lo so che le feste sono ormai agli sgoccioli e di atmosefera natalizia avrete ormai le palle piene, ma un dono è un dono e a caval donato non si guarda in bocca.

Che poi io lo voglio conoscere quello che ha chiamato il cavallo Donato...

 

postato da: colas | 17:25 | commenti (10)

venerdì, dicembre 24, 2004

La Mattina Che...

... ti svegli ed alla radio c'è Sunday Morning.

Per la serie: farsi fare un regalo di Natale da un elettrodomestico.

 

(Ebbene sì, è Natale... tanto vi sarà già arrivato qualche sms simpatico a ricordarvelo, no?)

postato da: colas | 13:34 | commenti (19)

Dato Che Va Di Moda...

... faccio anche io l'appendice della playlist di fine anno.

Disco che pensandoci bene si sarebbe meritato un posto in classifica: Devendra Banhart - Rejoice In The Hands

Disco che è stato in classifica per tutto l'anno e poi... puff: Liars - There We Wrong, So We Drowned

Disco che prima non mi piaceva e che poi invece sì e pure parecchio: Califone - Heron King Blues

Disco che, sì, ha quattro pezzi della madonna e nel complesso non è affatto male, ma nonostante tutto non mi è piaciuto: Interpol - Antics

Disco che mi doveva piacere ed all'inizio mi piaceva pure, ma poi non l'ho più ascoltato: Pj Harvey - Uh Uh Her

Disco carino ma se non lo facevano era meglio: The Libertines - The Libertines

Disco che doveva rilanciare il femminismo nel mondo e si è rivelato una copia sbiadita delle Chicks On Speed: Le Tigre - This Island

Miglior versione demo di una canzone che hai ascoltato a ripetizione per tutta l'adolescenza: FrankBlackFrancis - I'Ve Been Tired

Canzone su cui dimenarsi allegramente: Blues Explosion - Burn It Off

Canzone da cantare in coro quando sei ubriaco in macchina con amici: Modest Mouse - Float On

Canzone per camminare sotto la pioggia senza ombrello: Hood - The Lost You

Canzone per aspettare l'alba: Adem - These Are Your Friends

Canzone per stare sdraiato sul letto a guardare il soffitto: Wilco - Hell is Chrome

Canzone che se l'avessero scritta gli Smiths sarebbe stata un miracolo: The Dears - Lost in The Plot

Canzone che era bella anche da sola, ma che remixata è anche meglio: cLOUDDEAD - Two Dogs Dead (Boards Of Canada Remix)

Canzone per esclamare YO, YO!: Dizzee Rascal - Dreams

Canzone da ascoltare vestito solo di pelle nera: Interpol - Evil

Canzone che più di tutte segnerà l'anno appena passato: (ormai è chiaro) Britney Spears - Toxic

e poi i concerti dell'anno:

Pixies - Barcellona 28-05 -2004, Wilco - Barcellona 28 -05- 2004, !!! - Barcellona 29-05-2004, Broken Social Scene - Roma e Bologna 24/25-11-2004,

Teenage Fanclub - Benicassim 7-8-2004, Lambchop 8-8-2004, Primal Scream - Benicassim 7-8-2004.

Ed ancora, i dischi in uscita nei primi mesi del 2005 che se per qualcuno (chissà poi perché) quest'anno non è stato un granché, figuriamoci il prossimo:

Bright Eyes - I'm Wide Awke It's Morning/Digital Ash in a Digital Urn (due cd. Il primo acustico, bello come al solito ed il secondo elettr(on)ico che ancora devo capire se mi piace o meno).

Bloc Party - Silent Alarm (quest'album lo ascolteremo anche nei supermercati. I Ferdinandi del 2005).

Dalek - Absence (Hip Hop rumoroso e fuori dagli schemi, come al solito. Gran bell'album, come al solito).

Early Day Miners - All Harm Ends Here (non ancora ascoltato. Ma solo il fatto che ci sia è una bella cosa)

Handsome Boy Modelling School - White People (Hip hop con ospiti Cat Power, Alex Kapranos, Mike Patton, i Mars Volta... diventerà un classico).

Hood - Outside Closer (Per qualcuno è già il nuovo disco dell'anno. Sicuramente sarà quello di quest'inverno)

LCD Soundsystem - LCD Soundsystem (I !!! del 2005, anche se c'erano da prima)

Adam Green - Gemstones (Vabbè, io sono di parte: un genio!)

Low - The Great Destroyers (Eppur si muovono e lo fanno da dio)

Magnolia Electric Co. - Trials And Errors ( E' Jason Molina, ma sembra Neil Young)

Maximillian Hecker - Lady Sleep (Dormiamo anche noi)

Mercury Rev - The Secret Migration (Delusione dell'anno prossimo?)

Patrick Wolf - Wind In The Wires (Ascoltato una volta sola, sembra non male)

And You Will Know Us By The Trail Of Death - Worlds Apart (Mah!)

Antony and The Johnsons - I'm A Bird Now (Al primo ascolto sembra terribile, al secondo è commovente e For Today I'm A Boy è una canzone incredibile)

Boom Bip - Blue Eyed In The Room (Ronf)

Lou Barlow - Emoh (Così e così, ma Lou può fare quello che vuole e va bene comunque)

Tunng - Mothers Daughter and Other Songs (se ne parla qui)

The Dears - No Cities Left (Arriva in Italia con un anno di ritardo. Canadesi. E ho detto tutto)...

Jennifer Gentle - Valende (Il primo gruppo italiano ad incidere per Sub Pop. In bocca al lupo!)

ed un sacco di altre cose che se le avessi ascoltate o anche solo tenute in mano non sarei un essere umano.

postato da: colas | 13:25 | commenti (16)

lunedì, dicembre 20, 2004

Scavicchi Ma Non Apra

Sì, lo so che è presto e che dobbiamo aspettare la mezzanotte di venerdì per aprire i pacchi, ma io questo regalo te l'ho fatto ora e ci terrei che tu lo scartassi davanti a me.

Sono due pacchetti: li trovi qui e qui (il secondo pacco bisogna di una connessione veloce, l'altro è per tutti tutti).

Non ti dico cosa ci trovi: è una sorpresa.

Ma se fossi in te mi sbrigherei a guardarci dentro...

Subito.

postato da: colas | 13:20 | commenti (12)

venerdì, dicembre 17, 2004

Un Paio Ce Li Siamo Portati a Casa Anche Stavolta

(Indie Blog Award per il miglior post su un concerto dei Pixies)

e (ad ex equo con talmente tante persone che se devo mettere i link non finisco più, ma tanto li trovate da Delio):

(Indie Blog Award per il post con la piú completa interpretazione teorica del fenomeno indie)

Tutti gli altri premi si trovano qui.

Domani sera questo blog ed il suo compare ,festeggeranno le vittorie negli award ( e dato che ci sono parleranno anche di un discusso libercolo) in un esclusivo party ad inviti che si terrà a Frosinone (la città più cool del pianeta), precisamente alla Cantina Mediterraneo, dalle 22 e 30 in poi. Ospiti speciali: Usher, Alicia Keys, Pasquale Africano ed i Cat Claws.

Per informazioni lasciare un commento a www.nordovest77.splinder.com

postato da: colas | 13:32 | commenti (7)

giovedì, dicembre 16, 2004

Amor Che A Nullo Amato Amar Perdona (Porco Cane)

2004 – Una playlist saltellante

(che come quella dell’anno scorso è mia e solo mia)

  1. Modest Mouse – Good News For People Who Love Bad News: Ascoltare questo disco è come andare al luna park: non fai in tempo a scendere da una giostra che è gia ora di salire su un’altra. I Modest Mouse sono riusciti a racchiudere in un disco solo, tutte (o quasi) le tendenze musicali del 2004: la no wave alla Talking Heads, il post punk, l’indie rock alla Pixies, quello dei Flaming Lips, la ballata folk e quella deviata alla Tom Waits. E poi c’è il pop, talmente pop che se il mondo fosse un posto migliore, Float On la si sentirebbe anche come sottofondo dei balletti delle Lecciso. Geniali (e questa volta è veramente la definizione giusta).
  2. Wilco A Ghost Is Born: La sparo grossa: Yankee Hotel Foxtrot è il disco più bello degli ultimi cinque anni (il secondo è The Moon And Antartica). Era impossibile fare di meglio e superare quel capolavoro. Ma Jeff Tweedy scrive canzoni come nessun altro e come nessun altro riesce a toccare certe corde. A Ghost Is Born è dolore, rabbia e passione unite in un contesto che è pop ed allo stesso tempo altro. La produzione di Jim O’Rourke è come sempre impeccabile. Se nel 2004 non mi fossi trovato davanti ad un palco con sopra i Pixies, il loro concerto sarebbe una cosa da raccontare ai nipotini. Anche così è una cosa che non dimenticherò in fretta.
  3. American Music Club Love Songs For Patriots: E’ come uscire di casa e lasciare per sbaglio la porta aperta, ritornare dopo dieci anni ed accorgersi che non è cambiato niente. Sei cambiato tu ed anche se quella non è più casa tua , dentro di te senti che non riesci a separartene. Che lì dentro c’è una traccia di quello che sei, nonostante tutto. Mark Eitzel è come David Foster Wallace, ma con la chitarra in mano.
  4. Blonde Redhead Misery Is A Butterfly: Fino alla primavera era per tutti il “disco dell’anno”, poi sembra quasi che non sia mai uscito. Dimenticato dopo pochissimi mesi. Colpa dei concerti, che hanno fotografato una band non in grado di seguire anche dal vivo le proprie evoluzioni sonore e di un mood generale decisamente cupo ed invernale che ha accorciato irrimediabilmente la vita di questo album. Ed è un vero peccato: i Blonde Redhead restano una delle migliori realtà uscite dalla scena art-noise di New York, che col tempo è stata capace di cambiare forma e reinventarsi continuamente. Non si sa cosa riserverà il futuro, nell’aria c’è una strana sensazione di addio che rende ancora più meritato il posto nei piani alti della playlist. E’ un atto d’amore.
  5. Telephone Tel Aviv – Map Of What Is Effortless: Questo disco rappresenta per la musica elettronica quello che l’omonimo dei Franz Ferdinand rappresenta per l’indie rock: il prodotto di nicchia che diventa di massa, finendo quasi per aprire una strada. Tutto è “caldo” e “soul” pur essendo costruito modulando la freddezza algida dell’elettronica minimale. Come la neve sui tetti di Bologna. Ma questa è un’altra storia.
  6. !!! – Louden Up Now: Come una canzone degli anni settanta/ottanta: “Non ti fermare, ma balla. Tutta la notte, sei bella”. I !!! sono una macchina da guerra in grado di far muovere il culetto anche ad un paraplegico. Per capire bisogna vederli dal vivo: è come trovarsi davanti gli Stooges, i Parliament, i Primal Scream e la band di James Brown del Live at Apollo. Nello stesso posto, alla stessa ora. “Sciolgo le trecce e i cavalli corrono e le tua gambe eleganti ballano”.
  7. Pinback – Summer In Abaddon: L’indie rock è un disco piccolo piccolo che in punta di piedi riesce a farsi spazio tra gli ascolti e monopolizzare il lettore (anche se fa molto più cool dire l’Ipod) e ‘sti cazzi se nel 2004 è uscita roba molto migliore di questa. I Pinback scaldano il cuore con le loro canzoni in bilico tra Death Cab For Cutie e Modest Mouse, fra un paio d’anni ce li ritroveremo guest di una puntata di O.C. Per ora continuiamo a goderceli come si fa con un segreto destinato ad essere svelato. Musica per un autunno inquieto.
  8. Elliott Smith – From A Basement On The Hill: Un pugno nello stomaco fa meno male.
    Questo è l’ultimo disco di Elliott Smith. Non serve dire altro.
  9. Micah P.Hinson – And The Gospel Of Progress: Il mondo corre a mille all’ora e va sempre più veloce di quanto tu riesca a raggiungere con le tue gambe. Per farlo rallentare, certe volte, basta poco: un ragazzo con la chitarra e poco altro, per esempio. Micah P. Hinson vive per strada facendo avanti e dietro tra il Texas e l’Inghilterra. Con se non ha niente, se non le sue canzoni ed il ricordo di un amore andato in pezzi. Più che cantare, racconta e lo fa con il tono dolente di chi ha toccato il fondo per davvero e sta provando a risalire. Come Will Oldham e Daniel Johnston.
  10. Khonnor – Handwriting: I bambini prodigio in Italia, finisce che vanno a Bravo Bravissimo con Mike Buongiorno. Nel Vermont invece succede che fanno un disco come questo: normali ballate per chitarra acustica e voce, vengono inghiottite da glitch e loop, con la classica struttura della forma canzone che, piegata dall’elettronica, finisce per diventare qualcosa di diverso e totalmente nuovo. Il folk degli anni zero più numeretto variabile alla fine.

*Disco Candelina: Adem - Homesongs (qui)

*Disco Aspirina e Whiskey: Two Lone Swordsmen - From The Double Gone Chapel